3.o CRONOLOGIA STORICA nito d’un carico di legno di Brasile ed avendo a bordo dieci giovani indigeni (i) dell’età di nove in dieci anni, pretti in guerra e venduti in qualità di schiavi a Villega- goon. Uopo la partenza di questo bastimento Villegagnon maritò le cinque ragazze francesi; due delle quali furono date a giovani domestici addetti al di lui servizio, altre due a due interpreti normanni, e la quinta a Giovanni de Coitila eh’ avea preso il nome d’ Ettore. Avendo in pari fempo Villegagnon inteso che alcuni francesi sfuggiti al naufragio vivevano sulla costa vicina colle femmine del paese, proibì, sotto pena di morte, ogni legame tra i cristiani e le mogli e le figlie de’ naturali; Eermettendo loro di sposare quelle che fossero instruite e attezzate. Una seconda celebrazione della cena ebbe luogo nel giorno della Pentecoste, e Villegagnon profittò di quest’occasione a fine di persuadere, fra le altre cose, all’assemblea, che non bisognava mescere I’ acqua col vino contra l’avviso di s. Cipriano e s. Clemente; che bisognava me-scliiare il sale e 1’ olio all’ acqua del battesimo, e che uu ministro della chiesa non poteva maritarsi in seconde nozze. Avendogli intorno a queste materie l’antico dottore della Sorbona risposto, Villegagnon, senz’attendere la risposta di Calvino, si pronunziò apertamente e dichiarò che lo riguardava come un eretico malvagi»; e da quel momento non avendo osservato più alcun riguardo, gettò lo scompiglio e la divisione nella colonia. Lery spiega il cangiamento di Villegagnon nella maniera seguente: Alcuni de’nostri dicevano che il cardinale » di Lorena ed altri, che gli aveano scritto di Francia, me* n diante un vascello giunto verso quel tempo al capo Frio, n gli aveano assai vivamente rimproverato d’aver abban-n donata la religione romana, e che il timore lo avea fatto » cangiare d’ opinione. Ma, checché ne sia, io posso assi-» curare che dopo tal cangiamento, come se avesse portato » il carnefice nella propria coscienza, divenne così sospet- (■) Furono presentati al re Enrico II, che li regalò a De Passi e ail altri grandi signori.