DELL’ AMERICA 267 gio notevole al nord dell’America sotto gli auspici! del re d’Inghilterra Enrico Vili, passato ai servigi della Spagna, propose all’imperatore Carlo V di recarsi per lo stretto di Magellano alle isole Molucche, e quinci alla scoperta delle famose isole di Tarsis, Ofiri e Cipongo clic si credeva dipendessero dal re del Giappone, senza intaccar però i confini assegnati al re di Portogallo. Accettata questa proposizione, fu il 4 marzo 15-^5 allestita una spedizione di quattro navigli a spese del governo; cd un semplice particolare, Michele de Rufìs, fornì un altro naviglio. Partito Cabot da Siviglia, in qualità di capitano generale, consultati dapprima i piloti Giovan Vespucci e Miguel Gar-cia, passò per le Canarie e per le isole del rapo Verde, e sbarcò sulla costa del Brasile, all’isola di los Patos, in vicinanza al capo di Sant'Agostino. Essendo pressoché consumate le provvigioni, le sue genti cominciarono a mormorare e non vollero fidarsi alla di lui direzione nel passaggio dello stretto. Questi contrattempi obbligarono ad abbandonare il piano del suo viaggio e risolvette di risalire il Rio di Solis nominato poscia la Piata. Sbarcò in vicinanza al capo Sant’Agostino, all’isola di los Patos, i di cui naturali gli fecero lieta accoglienza e gli fornirono copiose provvigioni, ma furono della loro generosità male ricompensati, giacchi, con tra il loro volere, Cabot rapì loro quattro figli de’principali cacichi, e lasriò in un’isola deserta tre officiali che aveano biasimato la di lui condotta, cioè: il capitano Francesco de Rojas, Miguel de lìodas ed il luogotenente generale Martino Mendez, ch’era stalo controllore del naviglio la Victoria, ritornato dalle Molucchc. Entrò poscia nella Piata, cui risalì per trenta leghe, insi-no ad un’isola cui die’nome <5\ Gabriel, d'una lega circa di circuito, e discosta mezza lega soltanto dalla tirra-ferma dal lato del Brasile. Lasciati cola i vascelli, e messosi nelle imbarcazioni con alquanti soldati, risalì ancora per sette leghe fino all’ingresso d’un fiume profondo cui nomò San Salvador, cd ove trovando un buon porto, fece avanzare i navigli e costruì un forte. Lasciativi alcuni de’suoi per custodirlo, salì col rimanente nelle barche ed in una caravella per esplorare il fiume, e trenta leghe più sopra incontrò un altro affluente chiamato Zarcarana. Mostran-