DELL’ AMERICA ai i se mangiano quasi tutti gli animali, e varie specie d’insetti colle loro larve. Il pesce è così comune, che corre ivi il proverbio, offrirsi da si stesso sul piatto. Se ne piglia a piacere e qualche volta senza reti colle sole mani. Il peixe boy, vitello marino o foca (phoca), chiamato dagl indiani manahy, che trovasi in tutto il corso del Maranham, fornisce un buon nutrimento. La sua carne disseccata si conserva oltre un mese. Anche la tartaruga olTre un alimento assai stimato. Allorquando le femmine si recano a deporre le loro ova sulla terra, i naturali del paese si pongono in imboscata c le rovesciano sul dorso; ed infilzatele poscia con una corda, che trascorre per alcuni buchi praticati alla parte superiore del loro guscio, le raddrizzano sui piedi e le traggono ai loro canotti, a cui le attaccano; conservandole quindi in una specie di parco o serbatoio circondato da una palafitta, ove sono nutrite di foglie e di rami d’alberi per servire di provvigione durante la stagione delle pioggie, quando sono impraticabili la caccia c la pesca. La carne della tartaruga rassomiglia a quella d’ una giovine armenta, e le ova, che sono assai nutrienti, si rinvengono in qualche femmiua fino a ducento o trecento più grossi di quelli di pollo (i). Il generale nutrimento degli abitanti dell’interno consiste nel mais e nel yucca; di quest’ultima pianta formasi la cassavo, eh’è il pane ordinario. Si raccolgono le radici prima dello straripamento delle acque de’fiumi, e si collocano in buchi profondi praticati in terra c de’quali si ottura diligentemente l’ingresso. I guayeurus ed altre tribù nomade cercano sempre le sponde d’un fiume o d’un lago, in cui abbondino il pesce, il selvaggiume, le frutta ed i buoni pascoli. I mongoyos ed altre tribù impiegano il cane da caccia, il solo animale domestico, di cui facciano uso. 1 tupinambas. i cayapos ed altri popoli si nutrono di cacciagione, di mele e di frutta selvatiche, senza dedicarsi ad alcuna specie d’agricoltura. ( i ) Acun.i, cap. 66.