2*8 CRONOLOGIA STORICA sciando quattromila prigionieri e gran parte dell'artiglieria e degli equipaggi, (i) Dopo alcuni altri combattimenti che liberavano le sue ale, Moreau osava penetrare nella terribile valle d’inferno, e tutto l’esercito, e, cosa stupenda, perfino tutti i bagagli vi passarono. Nel 3o vendemmiajo (21 ottobre) egli ritiravasi sopra Huninga. Il principe Carlo accorse con nuove forze per impedirgli, questa ritirata; l’esercito di Latour e quello degli emigrati fecero inaudite prove di coraggio, ma inutilmente: i Francesi seppero resistere a forze ben tre-volte superiori a Kandren ecf a Heil e nel 5 bru-majo an. 5 (26 ottobre 1796) si presentavano alla testa del ponte di Huninga, e maestosamente alla vista dei nemici loro il passarono. La ritirata di Moreau con tanta prudenza era stata condotta, che avea egli perduto pochissima gente, e avea battuto il nemico in molti scontri. Un nuovo generale, il feld - maresciallo marchese d’Al-vipzi, nominato per comandare un terzo esercito d’Italia, forte di cinquantamila uomini, attraversava gli stati veneti e marciava contro Bonaparte, il quale, confidato al generale Kilmaine l’assedio di Mantova, portossi sull’Adige e là attese di piè fermo il nemico. Nel 25 brumajo ( i5 novembre) i due eserciti trovavansi a fronte , vicino al villaggio di Arcole, la cui posizione era fortissima. Per giungervi bisognava passare dei paduli profondi ed un ponte guarnito d'artiglieria. L’esercito francese alla voce del suo generale si precipitava nella palude, e mercè inaudita costanza e fatica indicibile riusciva a sortirne. Arrivato a trenta passi del ponte, Bonaparte, agitando la sua bandiera, vi si slanciava alla testa dei suoi granatieri, nulla curando il luoco nemico. Ma il ponte venne rotto dalla stessa artiglieria tedesca , ed anche Bonaparte cadde rovesciato nel tosso. (1) Gli Austriaci avrebbero in questa azione perduti tutti i loro cannoni ed i bagagli, se il principe di Condè, in mezzo al terribile fuoco, osservando con imperturbabile presenza di spirito e la ritirata degli Austriaci le ìuusse (lei repubblicani, non avessero sostenuto l’urto di questi per assai tempo, onde procurare ai T edeschi il mezzo di salvare la rimanente loro artiglieria e gli equipaggi. Durante tutta la azione il duca di Berri non lasciò un solo istanti il principe di Conde. (Memoires de la maison de ( onde, toni. II. pag. 11 t seguenti).