CRONOLOGIA STORICA sui di lui meriti nella giornata del 18 fruttidoro, di cui esso non avca parlato, lo lodò molto della sua campagna d’Italia, e finì coll’ invitarlo a piantare in Londra lo stendardo tricolore. Grandi preparativi facevansi allora in alctlne parti della Francia, per una discesa in Inghilterra: ma ben presto Siù non se ne parlava. Si seppe prepararsi una vasta spe-izione, di cui Bonaparte avea concepito il piano, e che recarsi dovea nel Mediterraneo verso il famoso teatro degli antichi conquistatori. Lavoravasi a Tolone un potente armamento, e Bonaparte affrettavalo dal seno della capitale, ove senza fasto viveva e senza ricerca di popolarità. Gli abitanti del paese di Yaud vivevano tranquilli e felici sotto la dominazione del senato di Berna, quando l’esempio della rivoluzione francese loro inspirava la speranza di partecipare alla sovrana autorità. Esponevano il lor desiderio; ma i magnifici signori mostraronsi inflessibili. Allora formarono essi dei club, ove discutevano con trasporto le proprie pretese, e più alto le portavano: voleano formarsi in cantone separato. II senato di Berna agì contro essi come contro sediziosi, e fece arrestare alcuni capi; ed essi levarono la bandiera dell’ insurrezione, dichiararonsi liberi, e chiamarono in lor soccorso la repubblica francese. Questo attendeva il direttorio, il quale da assai tempo desiderava conquistare la Svizzera, e darle la stessa forma di reggimento che aveva la Francia; e fu contentissima di tanto favorevole occasione per compiere i suoi disegni; nè eràvi altro pretesto di portare la guerra in Isvizzera, se non fosse il desiderio d’impadronirsi del tesoro della città di Berna, ammontante a ben quindici milioni di lire tomesi. Tutto divenne legittimo a’suoi occhi,-ed osavasi parlar seriamente di dare la libertà ai tredici cantoni, quando, e da varii secoli. la maggior parte di essi eran giunti al maggior grado di libertà eziandio democratica. Nell’8 nevoso (28 decembre), il direttorio fece notificare ai senati di Berna e Friburgo: eh’essi risponderanno della libertà individuale e delle proprietà degli abitanti del paese di Faud, i quali avranno potuto e potranno chiamare l’aiuto della repubblica francese in esecuzione degli antichi trattati, ed all’effetto di essere mantenuti o reintegrati nei loro diritti civili e politici. Il generale Menarti