336 CRONOLOGIA STORICA con coraggio anzi e con audacia. I principi borbonici, istruiti della viva opposizione provata dal direttorio, e , credendo veder in essa il germe del realismo, non aveano negletto alcun mezzo onde farlo fiorire. Alcuni commissarii, a cui aveano date relative istruzioni, trovavansi sparsi.in tutta Trancia, e facevano 'ogni sforzo per rendere gli spiriti favorevoli alla casa di Borbone. Quattro di tali commissarii, il barone di Poli, Duverne, l’abate Brottier e la Villebeurnois aveano partecipati i progetti loro e la loro missione al capo squadrone Maio, che crasi mostrato terribile agli anarchici nella pianura di Grenelle ed a ltamcl comandante dei granatieri del corpo legislativo. Questi due ufficiali ricevevano con finta premura quelle comunicazioni, c si mostravano disposti a secondarle, ma non si tosto furon padroni del segreto, lo scoprivano al direttorio.I quattro commissarii vennero arrestati nell’ 11 piovoso ari. 5 ( 3o gennajo 1797), furono dati in potere d’un consiglio di guerra: furono condannati soltanto a parecchi anni di carcere, avuto riguardo ad alcune circostanze attenuanti che stavano in loro favore. Questo giudizio veniva pronunciato nel 19 germinale seguente (8 aprile). Qualche tempo dopo uno dei commissarii. sperando finire la sua cattività, trasmise al direttorio ogni desiderabile schiarimento sul complotto tramato. Il direttorio raccolse queste prove e si tacque. Certi scritti presi in Italia all’emigrato d’Entraigues furono mandati al direttorio; essi rivelavano le intelligenze di Pichegru col partito realista, l’ichegru nelle elezioni del germinale era stato nominato membro del corpo legislativo, insieme a molti altri opposti al governo. Il direttorio però non iscoprivasi : solo faceva esattamente sorvegliare i sospetti, e preparava in silenzio i mezzi di vendicarsi. Nulla arrestava tre direttori, che cospiravano contro i loro due colleglli e contro la maggioranza dei due consigli: essi volevano rovesciare la costituzione , che sola formava il loro titolo, ed immergere di nuovo la Francia a-gli arbitrii ed alla violenza delle rivoluzioni. Nel 18 fruttidoro (4 settembre) fin dal mattino il cannone d’ allarme spaventava Parigi. Otto o diecimila uomini di truppe, accampate nei dintorni, marciavano sopra Parigi, e recatisi sul luogo delle sedute dei consigli, ove loro si univano i granatieri di Ramel, malgrado ogni tentativo fatto