DEI RE DI FRANCIA ne armate. Il generale Scliawemburgo passò la riviera di Aar alla testa di dieeisetteinila uomini. La città di Berna fu d’ogni parte investita. I patrizi 1’ abbandonarono, ed i Francesi vi entrarono il i5 ventosa (5 marzo). Tutte le combinazioni dei gabinetti europei rimasero sospese finché si fosse conosciuta la destinazione dell’ armamento marittimo, alla testa del quale il direttorio avea posto Bonaparte. Questo generale, partito da Parigi il dì i5 fiorile (4 maggio 1798), giunse a Tolone il 20 accompagnato da molti dotti. letterati ed artisti, che aveano desiderato di accompagnarlo in una spedizione il cui segreto era pur anco impenetrabile. Egli imbarcossi sur una fiotta di più che quattrocento vele, fra le quali i3 vascelli di linea. Essa portava’gran parte dell’ esercito d’Italia. La flotta comparve davanti Malta nel 21 pratile (9 giugno). Bonaparte fece domandare nello stesso giorno al gran mastro di ricevere in porto P armata francese. Così inattesa invasione gettava 10 spavento e la costernazione nell’isola, che non era difesa se non se da settemila uomini di truppe mal provviste e male agguerrite, in gran parte formate dalle genti del paese. La città di Malta era circondata da fortificazioni stupende ; ma tutte le altre situazioni erano sprovviste di munizioni e d’ artiglierie e fuori di stato di difesa. Bonaparte conobbe per vari dati regnare fra i cavalieri la discordia, anzi parecchi di essi e molti abitanti di Malta secretamente proponevansi di secondare i Francesi, ed affrettassi ad approfittare di sì favorevoli disposizioni. Nel 2 pratile ( 10 giugno )i Francasi prendevano terra su otto punti diversi, e 11011. trovaron chedebolp resistenza.il generale Vaubois marciava contro la città vecchia con una colonna, e alla prima intimazione gliene aprivan le porte. La confusione si accrebbe fra i cavalieri, i quali accusavano il gran mastro Hompesch; 11 popolo e le milizie gridavano al tradimento. Le forze erano sparse in molti forti; ed i Francesi ben presto tutti li presero, sicché non rimaneva ad assediare che la città. Spaventati della minaccia fatta da Bonaparte di bombardarla^ i cavalieri negoziarono nel 23 pratile (11 giugno); e cedettero la città ed il porto ai Francesi. Bonaparte per la capitolazione divenne padrone di due vascelli di linea, di una fregata, di tre galere, di trentamila fucili, di conside-