48 CllOiNOLOGIA STORICA ledcuil rimpiazzò Foùrqueux alla controlleria-generale. L’economia divenne una virtù ; e faccvansi riforme nelle case ■ dei principi. L’ultima seduta dell’assemblea dei notabili si tenne nel i5 maggio, e passò in reciproche felicitazioni. Il re ringraziava i notabili, come della precedente loro opposizione, cosi della presente docilità. Il guarda-sigilli Lamoignon fece un riassunto dei loro lavori: hanno decretato la riforma di parecchi abusi; hanno abolito il tributo sulle strade e la gabella; hanno distrutto gli ostacoli che danneggiavano la circolazione dell’intcriore ed esteriore commercio, ed hanno resa libera l’esportazione dei grani. Gli editti, ai quali hanno dato luogo queste riforme, furono successivamente ed a lunghi intervalli portati al parlamento di Parigi, come per provare la sua docilità e non esporsi al rischio d’una resistenza. Il prestigio cagionato dall assemblea dei notabili pochi giorni dopo si dissipava. La nobiltà di provincia si lamentò di essere stata tradita dalla nobiltà della corte; il clero accusò i prelati che lo hanno rappresentato all’assemblea dei notabili d’aver mal servito a’ suoi interessi. Nel 17 giugno 1787, il re diede un’ordinanza colla quale permise la libertà ael commercio dei grani, a fine «’incoraggiare l’agricoltura. Un’altra ordinanza da lui fu pubblicata nel 22 dello stesso mese, e con essa prescriveva la creazione di amministrazioni provinciali, come per saggio, nell’alta Guienna e nel Borri ; ed avendo queste ottenuto il migliore elfetto, comparve, cinque giorni dopo, un terzo editto che aboliva l’imposta sulle strade, e la convertiva in una somministrazione di denaro. Sul finire dello stesso giugno, presentati al parlamento i due decreti sulla libera circolazione del grano e sull’abolizione dell’ imposta stradale, non trovano grande difficoltà ad essere approvati ; quando però gli furono presentati i due riguardanti il bollo e la sovvenzione territoriale, non solo ne fu rifiutata la registrazione, ma si permettevano i consiglieri le più vive rimostranze. Una violenta opposizione, capitanata da d’Eprémenil e Duport, si manifestava contro la corte; l’agitazione era al colmo. In una seduta, nella quale trattavasi degli stati di spese chiesti al governo, un consigliere faceva intendere la vocc: stati generali. Una