DEI HE DI INGHILTERRA 457 allorché giunse in salvo temette non la regina venisse istrutta del pericolo da Ini corso.Tutto il rimanente del giorno, egli parve più impressionato dalle grida di quelli clic avcan chiesto pace e pane*, che dalle vociferazioni di coloro clic avean- lo insultato. Gli indirizzi in risposta al discorso del re diedero origine nelle due camere ad ardite osservazioni dalla parte dell’opposizione sul cangiamento di modi del ministero relativamente alla Francia, e sulla falsità delle predizioni concernenti il risultato della confederazione. Il 29 e 3o ottobre, le due camere votarono un indirizzo al re per testimoniargli, il loro rammarico per gli oltraggi ai quali era stato esposto. Nel■ 31, un proclama offrì una ricompensa di mille lire a chiunque farebbe conoscere gli autori o fautori di tali oltraggi. . Nel 4 novembre un altro proclama proibì le riunioni sediziose. Nel 6, la città di Londra felicitò il re d’essere sfuggito ai tentativi dei malcontenti. Molte altre città manifestarono gli stessi sentimenti. Nello stesso giorno, lord Grenville presentò alla camera dei pari un bill intorno alla sicurezza ed alla conservazione della persona e del governo del re, contro i complotti e gli attentati sediziosi. Nel dì 10 Pitt domandò nella camera dei comuni il permesso di presentare un bill, tendente a prevenire più efficacemente le riunioni e le assemblee sediziose. Mentre che discutcvasi intorno a questi bill, la società di corrispondenza, che avea fornito il principale pretesto di presentarli, tenne, nel 12 novembre, un’assemblea nei campi ^ vi si respinse con indignazione i discorsi del ministero, che miravano ad implicare la società negli attentati commessi contro il re 5 e vi si sottoscrissero nuove petizioni a S. M. ed alle camere per chiedere il mantenimento dei diritti del popolo. Tutto avveniva con tranquillità, quantunque vi fossero più di 100,000 persone presenti. Varie società si riunirono per esprimere il loro rammarico per l’audace assalto effettuato da alcuni malcontenti contro la persona del re: ma nello stesso tempo si espressero contro gli ostacoli P. IH.* T. 1. 29 »