32 CRONOLOGIA STORICA Questi due flagelli indebolirono considerevolmente quel popolo, la di cui conquista sembrava facile per Villagran, allorché fu sospesa per una circostanza irapreveduta. Questo capitano apprese, al suo arrivo a Santiago, che il governatore Valdivia avea, in vigore della nomina ricevuta dal presidente Gasca, instituito col suo testamento il capitano Al-derete, allora in Ispagna, suo successore a certe condizioni alle quali doveva sottoscrivere, senza di che il governo apparterrebbe a Francesco d’Aguirre. Quest’ultimo avvisato di tali disposizioni, partì dalla provincia di Juries con sessanta uomini, supero i monti e si recò a Santiago, ove venne proclamato governatore. Villagran, il quale nella sua qualità di luogotenente generale di Valdivia era stato scelto dai consigli delle varie città a succedergli, risolvette di conservare l’autorità. Tuttavia per evitare una guerra civile questi due capi acconsentirono di sottomettere le loro pretese alle decisioni della corte regale di Lima. Essendosi Villagran assicurato dei sessantamila pesos che si trovavano nel tesoro del re, marciò allora con cencinquanta soldati in soccorso dell’ Imperiale e di Valdivia ch’ei liberò dopo varii combattimenti cogli assedianti. Ritornò poscia a Santiago ov’era giunto un ordine della corte che incaricava i corre-gidori delle città di esercitare provvisoriamente l’autorità nei loro rispettivi distretti, ed una commissione pegli abitanti della Concezione in forza della quale dovevano levar truppe, rifabbricar le loro città e ricevere a quest’ uopo diecimila pcsos dalla cassa del re; essi riunirono perciò settanta soldati dei quali affidarono il comando a Giovanni d1 Alvarado e Francesco de Castaneda, con ordine di recarsi nel luogo ove sorgeva la Concezione e di erigervi trincee per la protezione della nuova città. Ma Lautaro non diede loro il tempo di eseguire il disegno. Alvarado avvisalo del suo avvicinarsi si avanzò incontro ad esso colla cavalleria; cd impegnato il combattimento, cerca invano con reiterate cariche di rompere le falangi nemiche, ed è obbligato di ritirarsi dietro i ripari del forte. Lautaro vi si presenta poco dopo, e gli spagnuoli avendo tentato una sortita sono respinti e gli araucaniesi penetrano confusi con essi nel forte c vi fanno un’orribile carnificina. Finalmente anche i naturali di Penco si uniscono agli assedianti, e gli spagnuoli