DELL’AMERICA 169 tato le finanze in un completo disordine ed interamente distrutto il credito pubblico; non esservi altra risorsa che nelle proprietà confiscate, quelle soprattutto del clero (1), le quali dovevano essere assegnate al riscatto del debito nazionale che aggrava il paese; il congresso, non avendo preso alcuna decisione intorno a questa proprietà, avere esse diminuito talmente di valore, che il loro prodotto basta appena per supplire alle spese cagionate dalle riunioni del clero; i commissarii aver rivolto tutta la loro attenzione sul residuo del disgraziato prestito (maltradado empréstito ) negoziato a Londra, cui hanno essi trovato essere tutto al più di trentamila dollari, giusta la relazione dei direttori della Caja de descuentes. « Il congresso, aggiungono terminando, non potrà a meno di non dividere l’amaro cordoglio da cui sono compresi i commissarii, quando saprà che cinque milioni di dollari, montare nominale del prestito, sono scomparsi senza che ne sia stata applicata una menoma parte ad oggetti di pubblica utilità ». Il prodotto netto delle terre confiscate, dedotte le somme assegnate al mantenimento dei monaci, è valutato du-cenmila dollari. (1) L’appanaggio dei vescovi che montava a quarantamila dollari fu ridotto a settemila; quello dei diaconi a quattromila e quello dei canonici a duemiiacinquecento.