476 CRONOLOGIA STORICA sia, del sussidio stipulato per coprire le spese del ritorno delle lor truppe alle respettive frontiere. Il re della Gran Bretagna, come re di Annover, accedette il 7 aprile alla grande alleanza. Nel far lo stesso, gli stati d’Alemagna aveano chiesto, la Gran Bretagna accordasse loro sussidii al pari delle altre tre grandi potenze, ed essa concluse trattati, conformi a quello avea segnato a Brus-selles, il 2 maggio, tra il duca di Wellington e il ministro plenipotenziario di Sardegna. Si stipulò il sussidio per un anno, da cominciarsi col i.° aprile, e la Gran Bretagna promise di pagare uno o più mesi per le spese di ritorno. Co-testi trattati segnaronsi alcuni, prima dell’aprirsi delle ostilità, altri, dopo che queste erano già terminate-, e uno pure se ne concluse colla Danimarca. Sino alla segnatura della pace, il 20 novembre, pagò la Gran Bretagna un milione ottocentounmila settecentosei lire. La Gran Bretagna, colse un’altra volta il premio dei suoi sforzi. La segnalata vittoria riportata a Waterloo, dal duca di Wellington e il principe Blucher, il 18 giugno, decise la quistione a favor delle potenze alleate. Ma in quella giornata memoranda, l’esercito inglese comperò a ben caro prezzo la vittoria, essendo rimasti uccisi due generali e quattro colonnelli, feriti nove generali e cinque colonnelli, annoverandosi la perdita complessiva delle truppe inglesi ed annoveresi, a circa i3,ooo uomini, tra uccisi, feriti, o sviati. Le truppe britanniche, entrarono poscia in Francia; il 3 luglio, il duca di Wellington ratificò la convenzione di Saint-Cloud. Il 7, una parte delle truppe inglesi accampò sotto le mura della capitale della Francia; il rimanente dei-rannata fu ripartito nei dipartimenti situati al nord della Senna, e sulla sponda destra dell’Oise. Napoleone era partito da Parigi. Giunto alle spiaggie dell’ Oceano, non tardò a lasciare il territorio francese, e si recò a bordo del Bellerofonte, vascello inglese, comandante la squadra in stazione davanti l’imboccatura della Charcnte. Tosto che, il ministro britannico ne fu informato, dichiarò, che ove il governo della Gran Bretagna, colla vista di preservare l’Europa da nuove turbolenze, s’incaricasse di custodir Bonaparte in luogo sicuro, e in tal guisa,