4©4 CRONOLOGIA STORICA Convenuti i cattolici Irlandesi di rivolgere al parlamento una petizione, fu essa prodotta il 20 maggio, alla camera dei comuni da Gralian. Nel 3i, egli chiese si facesse lettura di essa, e del voto di ringraziamento della camera alle armate comandate da lord Wellington e dal generale Gra-liam, nelle quali trovavansi molti cattolici. Grahan si iacea forte di que’documenti per dimostrare nulla contenere la dottrina cattolica che favorisse a disubbidire ai sovrani, ed essere il modo in cui erano state trattate dal governo le persone professanti quella dottrina, la vera causa del loro scontentamene ; e conchiuse col domandare che la petizione fosse rinviata ad un’assemblea di tutta la camera. Gli opponenti allegarono contra di essa, il principio d’intolleranza da essi supposto inerente alla dottrina della chiesa romana; esternarono il timore di vedere i cattolici far più importanti domande, c il pericolo che correva la chiesa protestante ove si desse retta alle loro reclamazioni; allegarono finalmente che l’opinione della nazione, benché meno fortemente che in altri tempi pronunciata contra i cattolici, non era loro più favorevole, e manifesterebbesi di nuovo, al momento in cui credesse probabile il pericolo; ma la proposta fu rigettata da centoquarantasei voti contra ottantatre. Il 18 giugno, si presentò alla camera dei pari dal conte di Donoughmore, la petizione dei cattolici. Si potè ravvisare nel dibattimento, il differente aspetto sotto cui fu effigiata l’opinione di Pitt su tale argomento. Lord Redesdale ed il cancelliere, asserirono che nelle loro conferenze con quel grande ministro, avea lor detto di non poter formar un piano che potesse efficacemente provvedere alla sicurezza della religione protestante, se i cattolici ottenessero l’oggetto della loro domanda; dalle quali parole potea inferirsi eh’ egli nel-l’abbandonare il ministero nel 1801, avea avuto degli altri motivi oltre il rifiuto sofferto nel chiedere l’emancipazione dei cattolici. D’altro canto, lord Spencer e lord Grenville sostennero, non averne egli mai altri avuto, e difesero la sua memoria contra tale accusa di doppiezza. 11 vescovo di Nor-■\vich parlò in favore dei cattolici, e fu rigettata, da centoven-tuu voti contra sessantadue, la proposta di rimettere la lor petizione ad una commissione. Il 20 maggio, il cancelliere dello scacchiere presentò