DEI RE DI FRANCIA i75 stero dell’interno gli affari ecclesiastici e l’istruzione pubblica, formandone un ministero a parte, e ne fu dato il portafoglio al vescovo di Ermopoli conte di Frayssinous. Nel giorno stesso con altra ordinanza si determinò la formazione, attribuzioni e modo di deliberare del consiglio di stato: non vi furono chiamati parecchi dei vecchi membri, ma tali cangiamenti, più personali che amministrativi, non alterarono l’andatura del governo. Da qualche tempo accrescevano sensibilmente le infermità antiche e permanenti del re. Nel 12 settembre la sua salute, profondamente alterata, diede le più vive inquietudini; quando ardente febbre, susseguita da pronto indebolimento di tutte le funzioni, tolse ogni speranza, e Luigi morì il giorno 16 settembre a quattro ore del mattino in età di anni ses-santanove meno mesi due. Era nato a Versaglia il 17 novembre i755. Nessun principe esperimento più di lui l’incostanza della sorte, ma nell’esilio del pari che sul trono conservò mai sempre la dignità del suo grado. Privato in terre straniere di tutta la pompa che circonda i re, avca mai sempre a compagne le rimembranze de’suoi maggiori, e colle eminenti sue prerogative comandava rispetto ai popoli. Tutto il . tempo in cui fu bersaglio della sfortuna, si mostrò superiore ai suoi colpi. Avea da natura ricevuto i doni più felici dello spirito e del gusto, e nel suo ritiro lo seguiva mai sempre l’amore per lo studio e la meditazione. Ricco di quella spe-rienza che impartisce la sciagura, era egli destinato a rialzare il irono de’suoi padri e ricostruire la monarchia. La Francia non avea da trent’anni di guerra colto altro frutto se non che i germi di nuove guerre. Non più essa conosceva la pace, e questo beneficio del cielo vi ricomparve alla comparsa di Luigi. Ben tosto una Carta, solennemente concessa, fissò le basi di una saggia libertà e collocò Luigi XVIII sul posto di que’re benefici di cui il popolo richiamerà sempre con gioia la rimembranza. Le spoglie mortali del re defunto vennero trasferite a San Dionigi il 23 settembre, e nel lunedi 27 del mese stesso S. M. Carlo X, di lui fratello e successore, eh’ crasi ritirato a Saint-Cloud, fece il suo ingresso in Parigi tra immensa folla che lo salutò con vive acclamazioni. Già alcuni atti di clemenza e bontà aveaao segnalato l’avvenimento al trono del