DEI RE DI FRANCIA suoi, sia nell’ ordine civile sia nel militare. Allorché nel 1814 la Francia rientrò ne’suoi antichi confini, i donatarii trova-ronsi interamente spogliati; nel 1818 il governo regio accordò loro, soltanto però a quelli dell’ultime classi, soccorsi interinali. Tale misura, comechò generosa, era insufficiente. I)a lunga pezza i donatari non ristavano di farne vive reclamazioni al governo; e la sorte di quegl’individui serviva giornalmente di testo alle declamazioni e lagnanze dei deputati del lato sinistro, ed alle accuse ingiuriose di quelli del destro. 11 governo, sempre guidato dal desiderio di esser giusto e di assicurare la tranquillità e il ben essere di tutte le classi di Francesi, volle cessasse lo stato temporario dei donatari mercè una legge che avesse per base ad un tempo gl’interessi di questi e gl’interessi dello stato. Col primo articolo di essa legge proponeva che i donatari i quali non aveano nulla conservato in Francia delle loro dotazioni o i loro eredi, ricevessero a titolo d’indennità delle lor perdite un iscrizione immobiliare sul gran libro del cinque per cento consolidato con godimento dal 22 settembre 1821. La commissione nominata per l’esame di tale progetto di legge non propose dapprima altre mutazioni se non che di accordare gli stessi diritti ai militari degli eserciti regii dell’ovest e del mezzodì, ed impiegare il prodotto delle dotazioni che ritornassero alla corona in pensioni a favor d’individui che avessero reso servigio allo stato ed al re. Tali mutazioni spiacevano egualmente ai differenti lati della camera; gli uni vi scorgevano un principio per cui i donatari erano spogliati dei diritti acquistati a prezzo del loro sangue; gli altri si scagliavano con calore contra quel principio, perchè tendeva a ricompensare uomini che, dicevano essi, aveano tradito i giuramenti da essi prestati nel 1814 al legittimo sovrano. Un deputato di quel lato della camera, Duplessis Grene-dan, giunse persino a leggere la lista dei donatari, eretta dal governo ed a coprire d’oltraggi ciascun nome che proferiva. Senza dubbio Grenedan si lasciò trasportare di troppo dal zelo ardente che l’infiammava per la causa realista : d’altronde era un mancar di rispetto verso il monarca, di cui i ministri esponevano le generose intenzioni. La camera si sdegnò per tale scandalo; per altro la maggioranza dei depu-