\ 32 CRONOLOGIA STORICA delle elezioni le medesime speranze; anzi al contrario sem* brava fermamente determinato di mantenere l’istituzione impugnata. Quanto agli uomini sia legislatori, sia scrittori che si dicevano consacrati alla difesa delle giuste franchigie politiche, si sdegnavano vivamente per gli attacchi portati ad una legge eh’essi riguardavano fondata sulla giustizia, sulla ragione e come del tutto conforme allo spirito del sistema rappresentativo. Eransi già sparse forti inquietudini su tale argomento, quando il 20 febbraro 1819 il marchese di Bar-thelemy fece alla camera dei pari una proposizione concepita nei termini seguenti: » Sono ora due anni dacché nelle nostre istituzioni nascenti s’introdusse un cangiamento importante coll’essersi stabilito un nuovo sistema di elezione. Gli enunciati vantaggi vennero sostenuti con tanto calore, e i preveduti inconvenienti appoggiati con ragionamenti così plausibili, che fu permesso di rimanere incerti in sì grave materia; e l’andamento delle nostre discussioni rese pure così naturale tale incertezza clic a poco a poco vi parteciparono gli oratori dèlio stesso governo, e dichiararono in ultima analisi chg quel nuovo sistema era un saggio che volea farsi, e che la legge di elezione essendo una legge di organizza-zazione, ove il saggio non avesse corrisposto alla speranza che dava il nuovo sistema, quello stesso potere che facea la legge poteva anche modificarla». » La quale dichiarazione, 0 signori, produsse molta incertezza, e lo confesso a questa tribuna. Io fui del numero di quelli eh’essa determinò a votare in favore della proposta legge. Scorsero due anni, se ne fecero due prove, e due volte il governo ne mostrò allarme. E quindi per me un dovere di coscienza che io oggi solleciti 1’ effetto di una promessa che ha determinato il mio voto. Chieggo dunque che la camera dei pari devenga alla risoluzione di supplicar umilmente il re a presentare un progetto di legge tendente ad introdurre nell’organizzazione dei collegi elettorali quelle modificazioni che sembrassero necessarie». Deposta alla tribuna la proposta del nobile pari, fu consultata la camera dal presidente per sapere se meritasse di esser presa in considerazione, e fu il primo a sentirsi sull’argomento de Lally-Tollendal, che si oppose a tale proposta, considerandola come oscura, irregolare, pericolosa ed offendente più di un potere. Presa è