CRONOLOGIA STORICA questi diversi fatti, fu di i5,ooo prigioni e cento pezzi di cannone: quella degl’inglesi fu di poco momento. Durante ciò, erasi raccolto numeroso esercito per difender Napoli, di guisa che il generale Stuart abbandonò qualunque idea di tentativo contra quella capitale. D’altronde i Napoletani non aveano fatto veruna dimostrazione a suo favore. Si limitò egli quindi a mantenersi in possesso d’Ischia, per tener occupata da quel lato 1’attenzione del nemico, impedirgli mandar rinforzi verso l’Italia superiore, e profittare delle congiunture favorevoli che potessero presentarsi. E fu allo scopo stesso, che spedì un corpo contra il castello di Scilla, posto presso lo stretto di Messina, ma, presentatesi forze superiori, dovettero gl’inglesi ritirarsi precipitosamente lasciando la loro artiglieria d’assedio. Alcuni giorni dopo, il nemico abbandonò il castello e ne fece saltar in aria le fortificazioni. Ritornarono allora gl’inglesi, ripresero i loro cannoni, e altri ne trovarono raccolti in gran numero dai Francesi con molte munizioni; ma furono costretti a ritirarsi di nuovo, atteso il ricomparir dei Francesi così improvviso come tu improvvisa la loro partenza di nuovo non essendovi rimasti che soli quattro giorni, rinunciando egualmente agli altri loro conquisti. Sino dal mese di maggio, apparecchiavasi una spedizione nei porti d’Inghilterra, di cui non erasi mai veduta la più formidabile. Le coste dol Rent e dell’Hampshire erano guernite di truppe, che marciarono verso Portsmouth, ove si effettuò il generale imbarco a bordo di circa duecento legni da trasporto e sommavano a 48,000 uomini; l’armata navale comandata da sir Riccardo Strachan, componevasi di trenta-nove vascelli di linea, ventidue fregate, e moltissimi legni minori. Le truppe da sbarco obbedivano a lord Chatam, fratello del celebre Pitt. Crcdevansi destinate per le bocche del Weser e dell’Elba, ove la loro comparsa avea prodotto una generale sollevazione contra Napoleone e una possente diversione negl’interessi dell’Austria; n»a la Gran Bretagna non teneva in quei paraggi del nord se non che una squadra ancorata davanti Cux-IIaven all’ imboccatura dell’Elba, ove il suo arrivo, che fu il 7 luglio, avea fatto sorgere speranze che si dileguarono ben tosto; e i suoi servigii a favore della