DEI RE D’INGHILTERRA. si aggiunse altro articolo all’atto di accusa, che, comunicato alla camera dei pari, ordinò venisse demandato ad una com-missione, la quale esaminasse qual direzione seguire dovesse in casi consimili. 11 rapporto della commissione fu favorevole all’ammissione dell’articolo addizionale. Quando, nel 25, propose Whitbread che tutta la camera intervenisse in assemblea al processo di lord Melville, gli amici di questo, vi si opposero dicendo, che se ciò avesse luogo converrebbe la procedura seguisse nella gran sala di Westminster, lo che occasionerebbe molti ritardi e gravi spese all’accusato; aggiunsero che si ovvierebbero quegl’inconvenienti con un processo alla tribuna della camera dei pari, misura già adottata in casi consimili. La camera si attenne al parere di coloro i quali pensavano, che siccome il grande oggetto dell’accusa era quello che servisse d’esempio ai pubblici funzionarii, non si potrebbe mai dare soverchia solennità alla processura, e qualunque potesse essere il suo esito, era necessario mercè la maggiore pubblicità di convincere tutto il regno, che non era intervenuta veruna collusione nè sorda macchinazione; e quindi passò senza contrasto la proposta di Whitbread. Annunciata il giorno dopo tale comunicazione alla camera dei pari, chiese lord Grenville si pregasse il re con messaggio a dare i suoi ordini perchè si apparecchiasse nella gran sala un sito pel processo di lord Melville, ed accennò nel tempo stesso differenti misure tendenti a prevenire gli inutili indugii nell’andamento del processo. La commissione nominata per avvisare ai mezzi di procedere con tutta la speditezza possibile, fece il suo rapporto il i4 aprile, e la camera approvò quanto lord Grenville avea proposto. Il processo cominciò il 29 aprile. I capi di accusa montavano a dieci, che in sostanza potevano ridursi ai tre seguenti: primo, che lord Melville essendo tesoriere della marina avea volto a suo vantaggio e profitto diverse somme dei fondi appartenenti allo stato: secondo, che avea permesso a Trotter, suo pagatore, di prendere sulla banca d’Inghilterra considerevoli somme state rimesse a quello stabilimento per suo conto come tesoriere della marina, e invece che impiegarle immediatamente ad uso della marina, le avea passate in suo nome presso il di lui banchiere: terzo, che avea v: hi.* t." vi.0 “ 18 *