DEI RE DI FRANCIA iG9 del governo, e sovra quattrocentotrentatre membri ce ne furono appena venti dell’opposizione. Il i3 marzo si aprì la sessione nella sala del Louvre. Il re pronunciò il discorso d’aprimento con fioca voce; voce che le camere non doveano più sentire. Egli ricordò il successo della grande intrapresa da lui ordinata per riconciliare la Spagna col rimanente dell’Europa. Annunciò che una parte dell’armata era di già rientrata in Francia, e l’altra non sarebbe rimasta in Ispagna se non il tempo necessario per garantire la pace interna di quel regno. Passando poscia allo stato della Francia, S. M. non si aspettava la vera libertà che dalle istituzioni da lei fondate nella carta, ma al tempo stesso riconoscendo gl’inconvenienti di una disposizione regolamentaria, annunciava dover essa venir modificata per consolidare la sua opera. Il modo di rinnovamento della camera dei deputati essendo contrario al riposo ed alla stabilità di cui la Francia avea bisogno dopo lunghe scosse, il re annunciò un progetto di legge per ristabilire la settennale rinnovazione. Il prospero stato del reddito pubblico e il progresso del credito rendevano i mezzi assegnati per 1’ esercizio corrente bastanti ad assicurare il servigio del 1824; nessuna imposta quindi, nessun nuovo prestito erano necessari per coprire le spese dell’anno che andava a chiudersi. Le relazioni amichevoli con tutti i nostri alleati e cogli altri stati, garantivano lungo godimento della pace generale. Sperava S. M. si conciliassero le cose dell’Oriente e quelle dell’America spagnuola e portoghese, onde procurare grandi sviluppi alle relazioni commerciali. Pòscia il re annunciò essersi prese disposizioni per assicurare il rimborso capitale delle rendite create dallo stato in tempi meno favorevoli, o per ottenere la loro conversione in titoli il cui interesse fosse più in accordo con quello delle altre transazioni. S. M. terminando il suo discorso disse che tale operazione, la quale dovea felicemente influire sull’agricoltura ed il commercio, permetterebbe, quando consumata, di minorare le imposte e sanare le ultime piaghe della rivoluzione. Nel 25 marzo si cominciò alla camera dei deputati la verificazione dei poteri. Parecchi reclami richiamarono la P.' III.a T.° VI* n*