CRONOLOGIA STORICA lare simili aderizzi, il cui stile oltrepassava forse i limiti della moderazione. Oggetti di più generale interesse cattivarono l’attenzione del pubblico; furono sospese verso la principessa le misure spiacenti, in guisa di non dar più nessun motivo di timore per la sua posizione, e in capo a pochi mesi tutto fu dimenticato. A malgrado la forza della maggior parte dei protestanti nel produrre al parlamento, petizioni contra l’emancipazione dei cattolici, non manifestossi in vcrun sito la menoma animosità, nè contr’essi, nè contro il loro culto; prova evidente che la nazione considerava quell’argomento come piuttosto spettante a politica, che non a controversia religiosa. I cattolici che in ogni loro procedimento mostravano molta prudenza e moderazione, tennero in Inghilterra parecchie assemblee; e, dopo anche aver vedute deluse le loro speranze, e-sprcssci*o la più viva riconoscenza verso i membri della camera dei comuni che aveano appoggiata la loro causa, non che la fiducia di essere più fortunati in avvenire; e finalmente dichiararono, disapprovare lo scritto di un sacerdote della lor comunione, concepito in termini ingiuriosi verso gli autori del bill. In Irlanda, mostrarono i cattolici meno riserva. Mentre il bill era ancora sotto discussione, ne biasimarono le dispositive, che li escludevano da parecchi posti, e decisero nominare nuovi delegati, unendoli a quelli che in Londra erano intenti a seguire le cose loro. Nel 27 maggio, i prelati cattolici, dichiararono ad unanimità in un’assemblea generale, essere le clausule ecclesiastiche, contenute nel bill, assoluta-niente incompatibili colla disciplina della chiesa cattolica romana, e col libero esercizio di lor religione; nè poter essi, senza costituirsi rei di scisma, accedere a tali disposizioni. Diressero ai lor diocesani lettera pastorale conforme a tale risoluzione, per altro protestando della loro lealtà verso il governo, e fedeltà verso la famiglia regia. I timori suscitati in Inghilterra dall’idea di ammettere i cattolici a partecipare dei diritti di cui erano stati spogliati, fece nascere la società degli orangisti, creata da principio in Irlanda per sostenere la preponderanza dei protestanti nazionali, cd accennata come la più implacabile nemica di tutte le concessioni a favor dei cattolici. In Londra, non che