DEI RE DI FRANCIA. 109 tiere dal flagello distruttore cui era in preda la Spagna;indi parlò dello stato interno della Francia e lo mostrò soddisfacentissimo, tanto sotto il rapporto dell’industria, dell’agricoltura e dell’arti, quanto sotto quello delle finanze e del credito pubblico; ritrasse con vantaggiosissimi colori anche 10 stato esterno della Francia; finalmente riconobbe che di tali fortunati risultamenti si era in debito alla saggia e perseverante cooperazione delle camere. Non essendo in numero sufficiente la camera dei deputati, scorsero parecchi giorni senza eh’essa potesse deliberare. Profittarono di questo intervallo i ministri per cercare di assicurarsi della lor maggioranza, e lo stesso fecero alcuni membri del lato destro; e nel 14 novembre la camera procedette alla nomina dei candidati per la presidenza, fermando i suoi voti su Ravez de Villèle, de Corbière, de Bonàld e Vaublanc; il primo dei quali fu quegli che ottenne la regia sanzione. Andava ad aprirsi la tornata del 1821; si sbracciò la camera ad ultimare 1’affai- relativo alla cospirazione del 19 agosto; le rimaneva ancora a pronunciare sul comandante Maziau, accusato come uno dei principali autori della trama. Si rammenterà che quell’uffiziale era stato arrestato quando l’alta corte era in procinto di proferire il suo giudizio con-tra i trentaquattro accusati presenti. Parecchi individui che aveano figurato quali accusati nel processo precedente, ricomparvero in questo come testimonii. Alcuni riferivano i discorsi con cui era da- Maziau stato loro proposto di asso« ciarsi ad una congiura; altri indebolivano le gravi deposizioni che stavano contea di lui. Per giustificarsi pretendeva 11 comandante che i viaggi da lui fatti in compagnia di sua moglie avessero avuto per oggetto affari di commercio; e il procurator generale al contrario dimostrava che il loro scopo era stato di tentar di sedurre varie legioni. Maziau rimase convinto di aver fatto proposizioni non accolte di trama tendente a mutar l’ordine di successione al trono, c nel 24 novembre venne dalla corte dei pari condannato a cinque anni di prigionia; la qnal leggiera punizione procedeva dal non esser concorsi i cinque ottavi dei voti. Tre anni dopo il comandante Maziau fu posto in libertà, avendogli il re condonato il resto della pena, in considerazione dei segni di pentimento che non avea cessato di mostrate.