,44 CRONOLOGIA STORICA mato il colonnello del quarantesimoquinto reggimento, marchese di Toustain, il quale tenne d’occhio continuamente gli individui che gli erano stati indicati. La scoperta di quelle detestabili trame era dovuta ad alcuni sottouffìziali che avea-no fatto sembiante di lasciarsi sedurre, e non aveano acconsentito di associarsi ai cospiratori se non per farli conoscere ai loro capi. Il 21 gennaio partì il reggimento per La Ro-chelle in guarnigione: giuntovi appena i sottouffìziali carbo* nari ricominciarono le loro mene; entrarono in relazione eoa que’ borghesi professanti com’essi il carbonarismo e coltivanti progetti criminosi contra il governo. Non più potea dubitarsi dell’esistenza di una trama. Da prima arrestaronsi due dei sottouiTiziali i più sospetti, e in maggior numero nel 17 marzo. Si rovistarono i loro letti e bauli, ove si trovarono pugnali e cartuccie; sicché la congiura era chiara come il giorno. Nel tempo stesso arrestaronsi borghesi de La Ro-chelle, e i prevenuti di macchinazioni in numero di venticinque furono in virtù di requisitoria del procurator generale Bellart tradotti alla corte d’assise di Parigi, giacché quivi avea avuto principio la trama. Li difesero i loro avvocati declamando contra l’importanza che dava il pubblico ministero all’esistenza del carbonarismo e del comitato direttore, sostenendo che i fatti particolari rimproverati ai prevenuti non costituissero una vera trama nel senso di legge. Nel 6 settembre la corte pronunciò il suo giudizio contra gli accusati, condannando a morte i quattro sottouffìziali Bories, Goubin, Pommier e Raoulx; gli altri a prigionia ed ammende. I primi ascoltarono pacatamente la loro sentenza, protestando per altro di essere innocenti, e i loro avvocati colle lagrime per così dire agli occhi strinsero loro affettuosamente la mano, riè vi fu chi non si sentisse commosso della sorte di quei giovani sottouffìziali. Ricorsero in cassazione, ma inutilmente, perchè il loro giudizio fu confermato, e lo subirono il ai settembre successivo senza mostrare veruna debolezza e dopo aver rispettosamente ascoltati gli ecclesiastici che li aveano accompagnati al patibolo. L’ex generale Berton e suoi complici erano stati tradotti davanti la corte d’ assise di Poitieis in numero di cin-quantasei. I più rei erano, oltre Berton, il colonnello Allix, il medico Caffè e i nominati Saugé, Enrico Fradin, Sennechault