DEI RE D’INGHILTERRA li 7 gna ad una così straordinaria condotta, e lord Gower allora addusse quelli da noi superiormente riferiti. Il 9 settembre, il ministro russo notificò a lord Gower, non giudicar conveniente l’imperatore di comunicare gli articoli secreti della pace di Tilsit, non perchè contenessero stipulazioni pregiudicievoli alla Gran Bretagna, ma perchè convenuto non verrebbero essi pubblicati. Il 22 settembre, si seppe a Petroburgo la capitolazione di Copenaghen. L’imperatore Iagnossi perchè il gabinetto di San James gli avesse fatto un segreto dei suoi progetti con-tra la Danimarca, Io che provava averli ben esso conosciuti contrarii agl’interessi della Bussia. In tale occasione egli si dichiarò garante della tranquillità e sicurezza del mar Bàltico. Rispose lord Gower, non aver la Bussia motivo alcuno di lagnarsi del silenzio osservato verso di lei, mentre ella stessa nascondeva alla Gran Bretagna il contenuto de’suoi impegni con Napoleone; che in quanto alla tranquillità del Baltico, non avea mai la Gran Bretagna riconosciuti diritti esclusivi, ma che di qualunque natura avessero potuto esser le pretensioni della Bussia a titolo di garante della sicurezza di quel mare, il suo silenzio, ad un’epoca in cui erano chiusi alla bandiera britannica tutti i porti da Lubecca sino a Me-mel, pareva una rinuncia alle sue pretensioni. Nel trasmettere a lord Gower il manifesto della corte di Londra relativamente all’avvenimento di Copenaghen, Can-ning lo incaricò far sentire al ministero russo, che la forma in cui l’imperatore avea offerto la sua mediazione, accennava meno il desiderio di giungere ad un risultamento pacifico, di di quello che l’intenzione di preparar motivi di rottura; cor* rer voce, che nelle conferenze di Tilsit, erasi trattato di una generale confederazione contra la Gran Bretagna, alla quale confederazione erano destinate di cooperare le marine del Portogallo e della Danimarca; confermare la detta voce una comunicazione uffiziale del gabinetto di Lisbona, la quale effettivamente annunciava essergli stata fatta una simile pro- Eosta. Il ministero inglese, cui stava sommamente a cuore la uona armonia coll’imperatore di Russia, e che in tutti i dispacci, raccomandava a lord Gawcr di non disgustar quel monarca, rappresentandogli in termini troppo risentiti i suoi torti verso la Gran Bretagna, terminò col dichiarare che ac»