t)Kl RE D'INGHILTERRA 479 ii ristabilimento di un sistema incompatibile colla pace e la indipendenza dell'Europa, e ch’ella avea contato sui soccorsi del parlamento, al quale vedrebbero comunicati tutti i documenti ufliziali. Le camere votarono addrizzi conformi al messaggio, cd approvarono i sussidii accordati coi trattati. In tutti i dibattimenti, vennero appoggiate le proposizioni dei ministri, anche dai membri che ordinariamente le impugnavano. Al principio dell’anno, il cancelliere dello scacchiere avea manifestato l’intenzione di sopprimere l’imposta sulle proprietà, assai invisa alla nazione, cd altre sostituirne per le occorrenze del servigio; ma sopravvennero le circostanze a sconcertarne il piano. Il i4 giugno, egli esibì il conto dell'anno, esprimendo il suo rammarico di dover propor nuovi carichi. Le spese erano valutate a ottanlanove milioni sette-centoventicinquemila novecentoventisei lire, di cui nove milioni settecentosessan(amila ottocentoquatlordici per l’Irlanda. Per far fronte, convenne levare quarantacinque milioni cin-qucccntomila lire mediante due imprestiti, ed un voto di sci milioni. Il 22 giugno, il parlamento votò duecentomila lire a favore del duca di Wellington; e oltre a ciò ringraziamenti a quel generale e a parecchi ufliziali dell’esercito, al maresciallo principe Bluchcr, all’armata prussiana e alle truppe alleate comandate dal duca. Il parlamento votò pure un ad-drizzo al principe reggente, per pregarlo di far erigere un monumento nazionale in onore della vittoria di Waterloo. Il duca di Cumbcrland, quinto figlio del re, sposò il 29 maggio in Alemagna, di consenso del principe reggente, la principessa Federica di Mccklenburgo Strclitz, nipote di lla regina e vedova in seconde nozze di Federico Guglielmo principe di Solms-Rraunfels ; del che venne informato con un messaggio del 27 giugno il parlamento, domandando per i nuovi sposi un assegno conveniente al loro grado. Questa partecipazione, die’occasione a lunghi dibattimenti, durante i quali, i membri che opponevansi all’aggiunta di un annuo reddito di lire seimila, stato accordato al duca e alla sua sposa nel caso di sopravivenza, fondarono la loro opinione sulla ripugnanza mostrata a quello sposalizio dalla regina, la quale avea dichiarato, la duchessa non sarebbe accolta in