DEI RE D1 INGHILTERRA. maggioranza, e sia formato il comitato all’esame immediatamente; giacché cosa gli rimarrebbe altro a fare, se non enumerare le nazioni liberate, i troni rialzati, le riportate vittorie e i trionfi, senza pari nella storia, tanto pel loro splendore quanto pei loro risultamenti. Che cosa vedrebbesi negli annali degli ultimi tempi, se non le teorie smentite da azioni grandiose, le sinistre predizioni contraddette da avvenimenti gloriosi, e a malgrado l’opposizione, questa breve isola vigilante sulla tranquillità del mondo dopo averlo salvato? » Questo passo fu applaudito da tutti i lati della camera, c rigettata la proposta di Tiernev da trecentocinquau-tasctte voti contra centoscttantotto. La seduta, una delle più lunghe di cui faccia menzione la storia del parlamento, non terminò che a due ore del mattino. Il i3 maggio, il procurator generale propose un bill per vietare ad ogni suddito britannico di arrotarsi ai soldi delle colonie spagnuole ribellate contra la metropoli, e fu adottato con centonovanta voti contra centoventinove. La proibizione non avea a cominciare che col i.° agosto successivo, ma si erano già fatti arrotamenti ed armi considerevoli a favore degli insorti e prese le misure opportune perchè le spedizioni partissero avanti il termine fissato. Il i.° luglio, »ir Francesco Burdett fece la sua mozione, annuale per la riforma radicale del parlamento ; essa destò poco interesse e fu ripulsata con centocinquantatre voti con-tra cinquant’ otto. L’ 11 luglio, la camera dei comuni votò cinquantamila lire nello stabilimento di una colonia nella parte orientale del Capo di Buona Speranza per allontanare d’Europa parte di quella popolazione agitata e abbandonata alle suggestioni funeste della miseria e dei faziosi. Il 13, il principe reggente si portò a chiudere la tornata. Dopo aver parlato dei fondati motivi che promettevano la continuazione della pace al di fuori, ringraziò i comuni pei sussidi accordati, cd espresse il suo rammarico per non aver potuto minorare il peso dei pubblici carichi. Insistette poscia sui freschi disordini avvenuti nei distretti manufattu-rieri e sulla necessità di sventare colpevoli macchinazioni, che non aveano altro scopo che di rovesciare la costituzione. Dillatti in più luoghi eransi manifestate turbolenze: iu