DEI HE D’INGIIILTEIIRA yVJ affari esteri di Russia, trovandosi a Parigi, rispose a Canning; convenne clic 1’ammettere i re alleati della Gran Brettagna al congresso non potea incontrare veruna difficoltà, ina osservò non poter estendersi quel principio, sino ad ammettere plenipotenziari! della nazione spagnuola, o come ci gli intitolava, insorti spagnuoli. Annunciò aver l’imperatore di lui signore riconosciuto Giuseppe Bonaparte, nè voler egli separare i suoi interessi da quelli del suo alleato Napoleone. Finalmente, come avea detto Canning nella sua nota, non esistendo ancora un trattato tra la Gran Bretagna e gli Spagnuoli, così espresse Romanzov la propria soddisfazione, che una disparità di opinione intorno gli Spagnuoli, impedir non potesse Paprimento del congresso. Del pari Champagny trasmise a Canning nota, in cui spiegava i motivi che inducevano Napoleone a non voler ammettere i deputati della nazione spagnuola. Le ultime note di Canning erano in data 9 decembre: ci dichiarava a Champagny essere il re determinato a non abbandonare la causa della nazione spagnuola e della legittima dinastia; aggiungendo che, la pretensione della Francia di escludere dalle trattative il governo centrale e supremo agente a nome di Ferdinando VII, era tale clic il re non potrebbe ammetterla, senza assentire ad una usurpazione, che non ha pari negli annali del mondo. Nella nota a Romanzov, diceva Canning, non poter il re concepire per qual obbligo di dovere, 0 d’ interesse, o por quale principio politico della Russia possa essersi l’imperatore trovato costretto a riconoscere il diritto arrogatosi dalla Francia di deporre e imprigionare sovrani suoi amici, ed u-surpare la sovranità di nazioni leali e indipendenti: che se tali fossero i principii ai quali si fosse inalterabilmente attaccato l’imperatore, pei quali avesse impegnato l’onore c le forze del suo impero, e si fosse unito alla Francia per destinarle per la guerra e mantenerle nella pace, vi vedrebbe il re con profondo rammarico la determinazione di aggravare e prolungare i mali dell"Europa, ma non si potrebbe accagionarlo della continuazione delle calamità di guerra per far dileguare ogni speranza di una pace incompatibile colla giustizia e coll’onore: e in tal guisa rimasero interrotte le negoziazioni,