J IO CRONOLOGIA STORICA In una sessione secreta la camera dei deputati discusse il 26 novembre raddrizzo in risposta al discorso del re, contenente un paragrafo che fu soggetto dei più vivi dibatti-menti, e in cui erano apertamente attaccati i ministri diS. M. Esso era così concepito: » Ci felicitiamo, 0 Sire, delle vostre relazioni costantemente amichevoli colle potenze straniere, nella giusta fidanza che una pace tanto preziosa non è acquistata con sacrifìzii incompatibili coll’onore della nazione eia dignità della vostra corona ». Questo paragrafo, vivamente contrastato dal ministero e da’suoi partigiani, fu difeso dai membri dei due lati della camera, Alla loro unione si deve l’a-f dozione dell’ addrizzo al re, che era opera di una commissione a cui neppur un sol membro della sinistra era stato chiamato: sovra duecentosettantaquattro votanti essa ottenne centosettantasei voti. Scorsero tre giorni senza che, contra l’usato, venisse presentata a S. M., e finalmente il 3o novembre alle otto della sera il re ammise alla sua presenza il presidente della camera e due segretarii, ma udir non volle la lettura dell’indirizzo, giacché lo conosceva e gli avea ferito il cuore. Ecco in quali termini egli ebbe a dichiararlo: » Amo credere che la più parte di quelli che votarono questo addrizzo non ne abbiano pesato tutte le espressioni. Se avessero avuto l’agio di farle, non avrebhero permesso una supposizione che come re non devo caratterizzare, e come padre dovrei dimenticare, » In tal guisa S. M. disapprovava altamente la maggioranza della camera e mostravasi risoluta sostenere il suo ministero. Ben tosto si sparse voce che la camera sarebbe disciolta, 0 almeno che se ne abbrevie^ rebbe la sessione. Il 10 decembre la corte delle prerogative del lord arcivescovo di Cantorheri ricevette e registrò il testamento fatto da Napolecne Bonaparte a Sant’Elena il 24 aprile del-l’anrio stesso. Esso era tutto scritto di sua mano: istituiva a suoi esecutori testamentarii i conti Bertrand e Montholon, e Marchant di lui cameriere: legava al primo una somma di 5oo,ooo franchi, una di due milioni al seeondo per indennizzarlo delle perdite occasionategli dal suo soggiorno in Sant’Elena, e al terzp una somma di 400,000 franchi. In esso Napoleone mostrava il desiderio che questo fedele suo servo sposasse una vedova, sorella 0 figlia di un uflìzialc dclal