DEI RE D’INGHILTERRA colla Francia c la Gran Bretagna; ma il presidente era autorizzato a sospendere il divieto relativamente a quello dei due stati che cessasse violare la neutralità americana. Erskine, ministro plenipotenziario della Gran Bretagna presso l’Unione, olFrì, come era autorizzato, la chiesta soddisfazione per l’affare della Chesapeak, ed essa fu il i5 aprile accettata. Nel 18, egli annuncio essere munito di poteri per concludere un trattato, e il suo sovrano acconsentire di buon animo a rivocare gli ordini del consiglio, del gennaro c novembre 1807, in quanto agli Stati Uniti, ove il presidente si mostrasse disposto a permettere il repristino delle relazioni commerciali colla Gran Bretagna; e, quando fu informato delle intenzioni favorevoli del presidente, dichiarò si rivochercbbero, nel 10 giugno, gli ordini del consiglio rapporto agli Stati Uniti. In conseguenza il presidente pubblicò un proclama conforme all’atto del congresso. Ricusò il governo britannico di ratificare gl’ impegni presi dal suo ministro, perchè contrarii alle dategli istruzioni; ma nell’atto di riprovare la condotta di Erskine, pubblicò, il 26 maggio, un ordine del consiglio a favore dei bastimenti americani che sulla fede del proclama, ig aprile, fossero partiti dai loro focolari, prima del 20 luglio, per recarsi in Olanda. Sulla fine di luglio s’intesero queste nuove in America, c il 9 agosto un altro proclama del presidente rivocò quello del 19 aprile, però colla clausula favorevole pei navigli inglesi i quali prima di una determinata epoca avessero fatto vela per l’America. Ad Erskine fu sostituito Jackson, quel desso inviato a Copenaghen nel 1807; ma non fu felice la sua missione. Le negoziazioni, cominciate da una parte e dall’altra con caustico tuono di cattivissimo augurio, ben presto si ruppero, c Jackson lasciò Washington per ritirarsi a Nuova York donde il j3 novembre scrisse ai consoli britannici in America una nota circolare in cui si ingegnava di giustificare la sua condotta a carico del ministero dell’Unione. Il governo americano se ne mostrò offeso, e riguardò la nota di Jackson come una specie di appello alla pubblica opinione, la quale perchè fatta da un ministro straniero, non polca avere altro scopo clic d’ispirare agli Americani diffidenza verso il loro