DEI RE DI FRANCIA *49 agli allievi congregati un discorso pieno di spirito e moderazione, ma il suo dire fu interrotto da grida di disprezzo. Si fece sentir dopo lui il barone delle Genettes, uno dei professori della scuola, e fu coperto d’applausi. Levata che fu la sessione, l’abate Nicolle ritirossi, e venne accompagnato sino alla carrozza da moltissimi allievi con grida e fischiate, nè si dispersero i temerarii se non al giungere della forza armata. Del quale scandalo indignato il governo ordinò tre giorni dopo la soppressione della scuola di medicina, annunciando verrebbe riorganizzata; essa non lo fu che tre mesi dopo, e ne parleremo in seguito. In nessun tempo forse furono commessi più delitti di stampa che nell’anno 1822, e quindi negli ultimi mesi di quell’anno procelloso non vi fu per così dire settimana in cui non si vedesse comparire sui banchi del tribunale correzionale 0 della corte regia uno scrittore od un editore colpevole. Tra tutti i processi formati per delitti di stampa, avvene due che non possiamo passare sotto silenzio giacché si rannodano cogli avvenimenti funesti che agitarono la Francia durante il 1822; parlar vogliamo di quelli che iurono aperti contra Beniamino Constant in proposito di due opuscoli da lui pubblicati. Ma ci convien ripigliar la cosa da più alto. Il procurator generale de Poitigrs, nei dibattimenti del processo dei cospiratori di Saumur, avea accusato Beniamino Constant di aver indotto allÌ ribellione il medico Caffè, uno dei complici di Berton, e di averlo poscia vilmente abbandonato. Il sottoprefetto di Saumur, de Carrere, rimontando nelle sue deposizioni su quest’ affare ad un viaggio fatto da Constant nella Gran Bretagna, avea dato a credere che la donna che Io accompagnava non fosse clic una sua concubina.il deputato, egualmente iul vivo ferito e dall’insinuazione del sottoprefetto e dall’accusa di Mangiti, pubblicò contra i due magistrati due libercoli in forma di lettere, ove caricava d’insulti Mangin e Carrere. Per questi due scritti fu tratto davanti il tribunale correzionale della Senna, ove subì due condanne, un mese di prigionia ed ammenda di franchi cinquecento, e sei settimane di prigionia ed ammenda di franchi cento. Beniamino appellò d’ambi i giudi-zii; mala corte regia, facendogli grazia della prigionia, portò l’ammenda per entrambi a franchi mille,