394 CIÌONOLOGIA STORICA annunciargli non essere sua intenzione di por fuori di carica eoloro a cui il re avea accordato la sua confidenza:, dicendo: « Che il suo dovere e il suo affetto gl’imponevano l’obbligo di evitar tutto ciò che negli atti della reggenza tender potesse a turbare il ristabilimento in salute del suo sovrano, la qual sola considerazione prescriveva la risoluzione che-comunicava allora a Perceval ». Si riconobbe il reggente riguardare le sue funzioni di capo dello stato, piuttosto come di forma che di realtà, mentre non volle neppure aprire il parlamento in persona, e pronunciò coll’organo di commissarii, il 12 febbraro, un discorso che meno ciò che riguardava la reggenza, non differiva in nulla da quello avrebbe composto il ministero, se il re avesse continuato nelle sue funzioni. Quanto agli affari esteri, manifestava il discorso molta soddisfazione pei felici successi delle armate regie ottenuti per mare e per terra nell’ultima campagna; dichiarava il principe reggente il voto suo sincero di terminare in forma compatibile coll’onore del regno, le differenze coll’America; il suo rammarico di aver veduti gl’ inciampi che incontrava il commercio nazionale, e il de-iìcit della rendita in Irlanda; godeva poi che tal inconveniente fosse compensato dal sovrapiù degli introiti nella Gran Bretagna, giacché l’anno avanti ascesero a tale, quale non erano mai stati prima, nè si avea ricorso a nuove imposte. II 2 [ febbraro, il cancelliere dello scacchiere annunciò alla camera dei comuni che il principe reggente, informato che si avea a fare una proposta concernente la formazione della sua casa, dichiarava non volere che pel suo personale splendore avesse la nazione a soffrire un nuovo gravame. Il 18, il conte di Moira occupò la camera dei pari di ima circolare, indiritta il giorno 12 dal segretario del vice re d’Irlanda ai sceriffi e principali magistrati di tutte le contee di quel regno. Dopo aver esposto che, giusta i rapporti direttigli, i cattolici di tale 0 tal altra contea erano stati, 0 doveano essere convocati per eleggere delegati e rap- Ìresentanti componenti un’ illecita assemblea, accennata a 'ublino ed intitolantesi comilato cattolico, venivano da Wel-lesley l’oole, in nome del vice re ricercati i funzionarli pubblici cui scriveva, di far arrestare ed imprigionare, in virtù delle clausule di una legge dell’ anno trentesimoterzo del