CRONOLOGIA STORICA la corrispondenza seguita in tal particolare, e la camera dei comuni, alcuni dei cui membri aveano chiesto si prendesse in considerazione l’aliare, ricusò di occuparsene, adducendo non averne diritto. Quanto alla proposta di aumentare la rendite della principessa, si diedero premura i ministri di acconsentirvi, e portata da prima a cinquantamila lire, fu dappoi, a domanda della stessa principessa, ridotta a sole lire trentacinquemila. In Inghilterra ed altrove, aspettavasi di vedere ufficialmente annunciato il futuro maritaggio della principessa Carlotta, unica figlia del principe reggente col principe d’Oran-ge, primogenito del re dei Paesi Bassi. Ne avea fatto menzione il monarca in un proclama diretto a’suoi .sudditi; ma motivi, che non si conoscono ben positivamente, fecero abbandonare il divisamento. Questo incidente, sembrò produrre nuova cagione di turbolenza nella famiglia regia. Un giorno, la principessa Carlotta, malcontenta perchè si mutassero del continuo le persone da cui era circondata, lasciò segretamente il palazzo di Warxvick ov’ essa dimorava, e presa una carrozza di posta, si recò presso sua madre, cui di recente l’era stato negato il permesso di visitare. Il giorno dopo per altro si pervenne a persuaderla di ritornare a casa, e tosto si fissò la sua dimora nel palazzo paterno. Indi a poco, la principessa chiese, ed ottenne il permesso di viaggiare fuori della Grau Bretagna. L’8 novembre, il principe reggente aperse la sessione del parlamento; si aggirò il suo discorso principalmente sulla guerra coll’America, e, a malgrado il desiderio da lui mostrato, di terminarla a condizioni giuste e onorevoli, 1’ espressioni da lui usate non erano proprie per nulla ad operare una riconciliazione tra i due paesi. 11 principe parlò dellp stato florido delle finanze e del commercio, testimoniando al tempo stesso i suoi rammarichi, perchè lo stato delle cose esigesse una spesa considerevole per l’anno i8i5. Essendo stato proposto dal ministero, di mantenere i reggimenti di milizia in attività di servigio, invece che discioglierli, venne una tale misura vivamente combattuta dal-Popposizione, la quale obbiettò, che la milizia non potea essere appellata, se non nel caso d’invasione, o almeno di pe-