CRONOLOGIA S TORICA vano un nome antico e godevano grandi facoltà, quali il conte di Berengcr, il marchese di Aramoii, il marchese di Dam-pierre, il duca di Esclignac, il conte di Latour-Maubourg ec. Il maggior numero però era di recente lustro: tali i marescialli duchi d’Albufera, di Conegliano, di Danzica, il maresciallo principe di Eckmühl, il maresciallo duca di Treviso, i tenenti generali conti Rapp, Reille, Dubreton, Rutty, i vice ammiragli conti Truguet e Verhuell ec. Si conobbe appena a Nîmes la proposta fatta dal marchese Barthelemy di cangiare la legge delle elezioni che insorsero turbolenze, le quali compromisero per un istante la tranquillità pubblica ; e maggiormente si accrebbe il subbuglio per l’arrivo di un artista del teatro reale dell’opera comica, il signor Iluet, conosciuto per l’ardore de’suoi sentimenti realisti. Tosto fu sparsa voce che alla sua comparsa era stato dai liberali apostrofato e fischiato. Nel 7 marzo egli cominciò le sue rappresentazioni, ma invece dei fischi che se gli aveano fatto temere, non riportò che applausi. La polizia già avea preso precauzioni bastanti per assicurar la tranquillità della saia. Per altro mentre procedeva tranquillamente la rappresentazione in mezzo a generale contentamento, formossi sulla piazza della Maison-Carrée alla stessa porta della sala dello spettacolo numeroso attruppamento di nomini ubbriachi ed armati di bastoni. V’accorsero agenti di polizia ordinando loro di ritirarsi, ma alla loro intimazione risposero con grida di Viva il Re! cui frammischiarono discorsi ingiuriosi contra i liberali ed i protestanti. Uno di que’faziosi che distinguevasi per furore ed audacia fu arrestato e condotto al corpo di guardia. Allora la moltitudine raddoppiò le sue grida, e si mostrò tanto furibonda che il commissario di polizia per timore di qualche spiacevole avvenimento fece porre in libertà l’arrestato. Bentosto sopraggiunsero le principali autorità, e mescolandosi tra la folla, accresciuta dalle persone che uscivano dal teatro, impiegarono tutti i mezzi possibili per indurli a ritirarsi. Finalmente si dispersero lanciando grida di rabbia contra i liberali. Nel domane e ne’giorni seguenti ricominciarono i torbidi in Nîmes. Si arrestarono alcuni dei faziosi, e si tradussero dinanzi la polizia correzionale, che li condannò a leggiere am-