CRONOLOGIA STORICA • II 3o aprile, Addington, cancelliere dello scacchiere, presentò i conti dell’annata. Le spese erano valutate ad oltre cinquantatre milioni seicentomila lire, che doveano essere coperte dalle imposte, alcune delle quali aumentate col mez-co di un prestito di dieci milioni, e di una proposta di credito di due milioni cinquccentomila lire. Quanto propose il ministro venne adottato. II 3 maggio, le due camere votarono ringraziamenti agli uffiziali civili e militari e all’armata delle Indie, per le ultime vittorie riportate colà dall’armi britanniche.il voto per altro non passò senza opposizione nella camera dei comuni, ove si pretese convenisse prima sapere, se fosse giusta la guerra nella quale eransi conseguiti que’vantaggi. Questo fu l’ultimo atto del ministero: gran cambiamento stava per operarsi. Richiedevano le circostanze, che il timone degli affari fosse tenuto da mani più vigorose che non erano quelle cui erasi affidato. Se nelle circostanze attuali si fosse conferito il posto di primo ministro per suffragio del popolo, senza dubbio Pitt si avrebbe avuta la maggioranza dei voti. Si è veduto precedentemente, che il ministero avea, nel i8o3, intavolata una negoziazione con Pitt per invitarlo a prendervi posto. Corse voce che avesse fallito un tal tentativo, perchè avesse Pitt chiesto la facoltà di sottomettere direttamente al re le idee cui egli considerava come essenziali al buon successo del governo; privilegio clic avrebbe ridotto alla nullità i suoi colleghi. Fu, a quanto pare, da quel momento, che Pitt prese apertamente il partito dell’opposizione, e si credette che la sua condotta abbia senza dubbio influito considerevolmente sui voti di parecchi membri del parlamento; mentre, da che si era dichiarato l’antagonista deciso dei ministri, diminuiva giornalmente la pluralità che pronunciavasi a favor di quest’ultimi. Era tempo di cedere alla pubblica opinione, c Addington lo fece senza esitanza; invece che tentare con inutile resistenza di prolungare una lotta, che in così diffìcile momento avrebbe potuto tornar pregiudicievole all’interesse dello stato, die’al re il solo consiglio che fosse ragionevole e costituzionale, quello cioè di comporre senza indugio un novello ministero, clic possedesse di più la confidenza del parlamento c quella del pubblico.