DEI RE D’INGHILTERRA Spellivo interesse tra le potenze belligeranti, e in guisa conforme alla fedeltà debita ai suoi alleati, e tale in fine da poter assicurare la tranquillità e sicurezza dell’Europa. Napoleone, dopo la pace di Tilsit, avea fatto passare in Spagna un corpo d’armata di concerto col sovrano di quel Siaese: una parte delle sue forze era destinata a marciare in ‘ortogallo. Avea Napoleone chiesto al principe reggente di quel regno, di chiudere i suoi porti al commercio britannico, di arrestare tutti gl’inglesi che dimoravano ne’suoi stati, finalmente di confiscare tutte le proprietà inglesi; la quale ingiunzione fu accompagnata dalla minaccia di una dichiarazione di guerra in caso di rifiuto. Il principe reggente, conoscendo la propria debolezza, procurò di evitar la procella acconsentendo a chiudere i suoi porti, ma ricusò di acceder agli altri due punti, siccome contrarii ai diritti delle nazioni ed ai trattati esistenti tra i due paesi. Frattanto egli propo-nevasi di rifugiarsi nel Brasile, e fece nel tempo stesso avvertire gl’inglesi di quanto accadeva, acciò vendessero quanto possedevano in Portogallo, e potessero lasciar quel regno. Avendo Napoleone insistito sulla rigorosa esecuzione de’suoi ordini, il principe reggente che aveva ragioni per credere che tutti gl’inglesi non naturalizzati nel regno, ne fossero partiti e venduto quanto ivi possedevano ed esportati i prodotti, si adattò alle due ultime domande nel giorno 8 ottobre. Lord Strangford, ambasciatore inglese a Lisbona, avea fatto rimostranze su tale proposito : egli fece levar via le armi della Gran Bretagna dalla porta del suo palazzo, chiese i suoi passaporti, fece nuove rimostranze contra la recente condotta del governo portoghese, e, nel 17 novembre, si recò a bordo di una squadra inglese ancorata all’imboccatura del Tago e comandata da sir Sidney Smith, che all’invito dell’ambasciatore, stanziò un blocco rigorosissimo; ma pochi giorni dopo, le comunicazioni furono ristabilite tra il ministro britannico e la corte di Lisbona. Lord Strangford, a-vute formali assicurazioni di protezione e sicurezza, ritornò a Lisbona il giorno 27. L’attenzione del principe reggente era tutta occupata dalla marcia di un’armata francese, che entrata in Portogallo avanzavasi verso Lisbona. Ogni sua speranza era riposta nella squadra inglese, c lord Strangford,