DEI RE D’INGHILTERRA 3o5f consigli del re. » Tale proposta fu rigettata nell’ ordine del giorno, alla maggioranza di duecentoquarantaquattro voti contra centonovataotto. Il 27 aprile la sessione venne chiusa da una commissione, e il pubblico parve colpito dalla seguente frase del discorso del re. » Siamo incaricati di annunciarvi, desiderar vivamente S. M. di interpellar l’opinione del suo popolo, mentre gli avvenimenti ch’ebbero luogo, sono ancora presenti alla sua memoria. » Nè meno attrassero la pubblica attenzione i motivi allegati in appoggio di tale dichiarazione. » Scorge benissimo il re che, col ricorrere a questa misura nelle circostanze presenti, mostra nella forma la meno equivoca, quanto sia intimamente persuaso della giustezza dei motivi che lo fecero agire, e dà al suo popolo la miglior occasione di manifestar la sua determinazione nel sostenerlo in tutto ciò ch’egli fa usando delle prerogative di sua corona, lo che è conforme alle sacre obbligazioni da lui contratte nel cingerla e tendente alla prosperità del regno e alla sicurezza della costituzione. Il re spera che le discrepanze, naturali e inevitabili conse* guenze della sciagurata e intempestiva discussione di una quistione che interessa a cosi alto grado i sentimenti e le opinioni del suo popolo, non tarderanno a dileguarsi. » Il giorno dopo, venne con editto annunciato lo scioglimento del parlamento. In tal guisa presentandosi il re, come l’antagonista dei suoi ultimi ministri e come personalmente interessato in una quistione di politica, non potea far a meno di dare un’attività straordinaria allo spirito di partito, sovrattutto perchè il soggetto delle discrepanti opinioni riguardava i sentimenti religiosi, che agiscono con tanto vigore sul carattere nazionale. 11 corpo della città di Londra, che riguardava il rinvio dei ministri sotto questo punto di vista, presentò al re il 22 aprile un messaggio, per testificare a S. M. l’ardente e sincera sua riconoscenza per la solenne ed energica forma con cui avea sostenuto la religione protestante riformata, quale era stabilita dalla legge, e per la fermezza da Lei dimostrata nell’esercizio costituzionale della regia sua prerogativa per mantenere l’indipendenza della sua corona. Altri non deve rimaner sorpreso, se al momento dell’elezione generale che susseguì la dissoluzione del parlamento P.f IH.’ T.” VI." 20