DEI RE DI FRANCIA 29 tes, che pure doveano la loro origine all’opinione politica, c molto più senza dubbio che non ai regolamenti cui erano soggetti gli scolari. Quelli delle classi superiori incontrarono coi loro maestri forte querela. Invano i professori tentarono calmare la ribellione, c si dovette ricorrere alla forza armata, che sopraggiunse' tosto; ma al vederla crebbe il furore degli ammutinati, che misero in pezzi e tavoli e panche c sedie, facendo considerevole guasto. Finalmente cedettero alla vista dei magistrati, e-all’indomane era già ristabilita la più perfetta calma. Gli allievi che si erano mostrati più furibondi vennero discacciati dal collegio. Le finanze della Francia erano in tale stato da rendere indispensabile di cercar di diminuire, per quanto era possibile, la massa delle iscrizioni sul gran libro del debito pubblico che poteano venire immediatamente addebitate sulla piazza di Parigi. S’intavolarono quindi convegni colle corti alleate relativamente all’ ultimo pagamento dell’indennità pecuniaria loro dovuta; ed ecco quanto venne stabilito con convenzione conclusa a Parigi il 2 febbraro 1819. L’iscrizione di sci milioni seicentoquindicimila novecentoquarantaquattro franchi assegnata dalla Francia alle corti d’ Austria, Russia, Inghilterra e Prussia rimanere in deposito nelle mani dei commissarii di quelle corti sino ai 5 giugno 1820. Per conseguenza annullare esse il contratto concluso colle case Hope e Baring, che come si vide avea per oggetto la realizzazione del capitale dell’ inscrizione dei sei milioni. Obbligarsi la Francia a far tenere il i.° giugno 1820 alle corti alleate in cambio di quella iscrizione boni del regio tesoro per cento milioni. Essi boni portavano'l’interesse del cinque per cento, cd erano pagabili in nove mesi in parti eguali giorno per giorno a cominciare col i.° giugno 1820 sino all’11 marzo 1821. I due primi terzi di tali boni non erano negoziabili: solamente potea girarsi l’ultimo terzo. T^e è l’ultimo atto che completava le negoziazioni dJ Aix-la-Chapelle. Erano scorsi pochi giorni del rinnovato ministero, allorché il 3o deccmbrc fu dal marchese di Lally-Tollendal fatto alla camera dei pari una proposta per supplicar S. M. di produrre alle camere una legge che decretasse al duca di Richelieu, primo autore, dopo il re, della liberazione della