CRONOLOGIA .STORICA andò alla caserma della gendarmeria; venne arrestato il maresciallo d’alloggio Mairet; si tolsero ai gendarmi i cavalli, e i gendarmi stessi dovettero passare nelle file dei ribelli. Nel tempo stesso si arrestarono diversi individui, i cui sentimenti di realismo davano a temere ai congiurati pericolosa opposizione. Si passò alla casa di un armaiuolo di Thouars, portandogli via tutte l’armi rinvenute; poscia i ribelli colla nappa tricolore sul cappello si posero a scorrere tutta la città gridando: Viva la libertà! Viva il popolo! e chiamando all’armi gli abitanti. Tosto fu sparsa voce che già scoppiava la stessa rivoluzione nel medesimo istante su tutti i punti del regno; che a Parigi erasi organizzato un governo temporario; che i generali Foy e Laiayette, che Kera-try, Voyer-d’Argenson, Beniamino Constant e Manuel ne formavano parte, intanto i membri del consiglio municipale, allarmati da quell’insorgenza rivoluzionaria, si radunarono in fretta al palazzo del comune. Ivi presentossi Berton alla testa di alcuni armati, dichiarando ai membri municipali che 10 stesso movimento insorgeva dovunque; che dovunque il popolo francese avea preso le armi per rivendicarsi in libertà, e si fece consegnare all’istante le armi che esistevano alla municipalità: poscia radunò tutti i congiurati sulla gran piazza di Thouars, ed ivi uno dei principali di lui complici fece lettura di que’due proclami indiritti l’uno al popolo francese c l’altro all’esercito. Col primo s’istruiva il popolo della rivoluzione che pretendevasi scoppiata; col secondo invitavansi tutti i soldati a raccogliersi sotto lo stendardo tricolore e procuravasi di spargere timori sulla loro sorte. Questi odiosi proclami erano segnati da Berton, che intito-lavasi generale comandante Carmata nazionale dell’’ovest. 11 primo non potè rinvenirsi, e l’altro lo fu nel domicilio del comandante della guardia nazionale, vecchio uffiziale di nome Pombas, Da più ore la città di Thouars era in preda ai disordini ed all’agitazione prodotta da così criminosa rivolta. Berton non perdeva tempo: dava ordini relativi al servigio, nominava differenti funzionarii e appostava sentinelle alle porte della città per impedirne 1’uscita. Dopo che da lui e suoi complici si presero tutte le misure giudicate necessarie, egli uscì di Thouars alla testa dei ribelli: il lor numero asceti-