CRONOLOGIA STORICA discreto relativo al possesso del Quotidiano, avea rivelato quelle misure, ed una parola imprudente del ministro dell’interno fornì il tema a’suoi avversar» per sparger il biasimo e le ingiurie sugli atti di sua amministrazione. Parecchi deputati, amici della religione, richiamarono l’attenzione della camera sullo stato di povertà dei curati di campagna e sulle chiese che da ogni parte cadevano in rovina. Il giorno i3 si votò sulla proposta precedentemente fatta da Jankowitz, prescrivente ogni deputato che accettasse un posto durante le sue funzioni legislative, dovesse venire rieletto. Questa importante proposta divise la camera, e fu rigettata con centonovantasette nere contra centoventi bianche. Finalmente il 22 luglio e il 3 agosto i deputati ed i pari adottarono la legge di finanza che fissava il preventivo degl’introiti per l’esercizio 1825 a franchi ottocentonovan-tanove milioni cinquccentodiecimila trecentottantatre. Doveasi pure prendere in esame la legge delle dogare ; ma la sua discussione fu rimessa all’ anno dopo, e si chiuse al modo solito la sessione delle camere nel giorno 4 agosto. Nelle discussioni legislative «rasi sovente rimproverato ai ministri di aver voluto comperare i giornali, e se il progetto era vero, questi rimbrotti lo mandarono a vuoto. Si videro pure que’tra i giornali che più tendevano a spacciare la loro indipendenza, farsi più ostili e riversare con nuovo ardore il biasimo sugli atti dell’amministrazione e del sistema ministeriale. Un giornale intitolato V Aristarco, che avea cessato di comparire, si persuase di esistere legalmente senza aver bisogno di sottoporsi all’autorizzazione governativa prescritta dall’ultima legge sugli scritti periodici. Invano il pubblico ministero volle opporsi a tale pretensione: i tribunali di polizia correzionale e la corte di cassazione dichiararono successivamente i diritti degli editori dell’ Aristarco, che comparve a malgrado i ministri. Questo contrasto diede occasione all’ordinanza i5 agosto, che ristabilì la censura dei giornali. Un’altra ordinanza del 26 agosto staccò dal mini- \