CRONOLOGIA STORICA diante parecchie modificazioni che raddolcivano le sue rigorose disposizioni, e a fronte di ciò non s’ebbe che la maggioranza di due voti. Essa fu adottata dai deputati colla maggioranza di venlinove voti, quale era stata fatta dai pari: discussa nelle due camere lunga pezza e con gran calore; ma non ispetta a noi di entrar nei particolari di una discussione alla quale presero parte parecchi oratori. Il t.° aprile comparve un’ordinanza regia che istituiva a Parigi presso il ministro dell’interno una commisione di dodici membri, incaricata del previo esame dei giornali, scritti periodici ec., e nei dipartimenti presso i prefetti un’altra di tre membri incaricata dell’esame stesso. I censori erano posti aneli*essi con quell’ordinanza sotto la sorveglianza di un consiglio di nove magistrati, cui essi doveano almeno una volta al mese fare un rapporto sulle loro operazioni. Vi si applicò severamente la legge sui giornali. Il Conservatore e la Minerva, giornali semiperiodici, preferirono rinunciare di comparire piuttosto che sottomettersi alla censura. Ognuno lagnavasi delle difficoltà che veniano imposte. Quelli che erano animati da spirito liberai*: aveano più degli altri a dolersi, poiché non era loro neppure permesso, all’avvicinarsi delle elezioni del 1820, il raccomandare i lor candidati. Meno rigorosa applicazione fu data alla legge relativa alla libertà individuale. Appena comparve essa, moltissimi personaggi, fra i quali figuravano in prima linea e pari e deputati, aprirono una lista di soscrizione per recar soccorso a persone che doveano essere arrestate, non che per assistere le loro famiglie. Ci furono giornali che osarono inserire l’atto di soscrizione, ed essi egualmente che alcuni ragguardevoli so-scrittori tanto a Parigi che nelle provincie tratti dinnanzi ai tribunali. Non poteva il governo chiuder gli occhi sovra atti di disobbedienza alla legge, ma nulla egli fece contra i soscrittori deputati; avendo già la moderazione ripreso il suo impero. Nel 25 aprile dichiarò il re con sua ordinanza attribuirsi egli tutti i diritti del potere paterno sulla persona di Madamigella figlia dello sfortunato duca di Berry, e della sua augusta nipote Carolina delle due Sicilie duchessa di Berry, non che sulla persona dell’infante di cui era gravida, e poscia dichiarò la M. S. che la tutela e curatela, quanto alia