DEI HE D'INGHILTERRA So5 scellini, ragguardevole ai tempi di Guglielmo III, aver di molto diminuito: in tale rapporto, la legge non esser più applicabile mutato essendo il valore che determinava la natura del delitto. 11 bill era quel medesimo, che già quattro volte adottato dalle comuni, fu altrettante dai pari rigettato, e neppur questa volta ebbe una sorte più fortunata. 11 4 marzo, dopo un dibattimento sulla banca dell’Inghilterra, domandò Tierney che e»sa continuasse a rimettere ogni settimana alla camera dei comuni, lo stato dei viglietti posti in circolazione. Egli non dubitava che la banca non avesse ammassato ne’suoi scrigni quantità di specie metalliche, bastanti pe’suoi pagamenti, allorché li ripigliasse all’epoca stabilita dalla legge. Ma a qual uso avrebbero servito quelle specie, se la banca continuasse progressivamente nuove emissioni di biglietti? Le carte depositate nell’uffizio della camera, faceano fede che, dal luglio 1816 a decembre 1817, le emissioni erano state nei sei primi mesi di ventisei milioni trecentomila lire; nei sei mesi successivi, di ventisette milioni quattrocentomila, e nei sei ultimi di ventinove milioni duecentocinquantasei. È chiaro dunque, che la banca, invece di porsi in grado di ripigliare i suoi pagamenti in ispecie all’epoca fissata, cercava di moltiplicare gli ostacoli che gli impedivano. Convenue il cancelliere dello scacchiere che la banca non potesse porsi in istato di riprendere in breve i suoi pagamenti in ispecie, se non col ridurre l’emissione dei viglietti. La proposta di Tierney fu adottata; tut-tavolta la discussione non riuscì che ad una mozione, fatta dal cancelliere dello scacchiere il 9 aprile, perchè venisse prolungata la sospensione dei pagamenti in moneta; e dopo alcuni dibattimenti animatissimi nelle due camere, fu convcrtito in legge il bill presentato dal ministro. Nel correre di marzo, la camera dei comuni accordò, sulla domanda del cancelliere dello scacchiere, un milione di lire per la edificazione di nuove chiese. 11 i3 aprile, il principe reggente annunciò con messaggio alle comuni, negoziarsi trattative di matrimonio tra le loro AA. RR. i duchi di Clarenza e di Cumber-land con principesse alemanne, e chiese esser posto dalla camera in istato di provvedere convenientemente al trattamento de’suoi fratelli. Lord Castlereagh, proposto avendo P. III.1 T." VI“ 3a*