,54 CRONOLOGIA STORICA miel popoli e preservare la Spagna stessa dall’ ultima scia* gura; ma l’acciecamento col quale sono state ripulsate le rimostranze fatte a Madrid, lascia poca speranza di mantener la pace. » Ilo ordinato il richiamo del ministro: centomila Francesi, comandati da un principe di mia famiglia, da colui che il mio cuore si compiace chiamar figlio, sono pronti a marciare invocando il Dio di san Luigi, per conservar il trono di Spagna ad un nipote di Enrico IV, preservar dalla sua rovina quel bel regno e riconciliarlo coll’Europa. » Si va a rinforzare le nostre stazioni ove il nostro commercio marittimo abbisogna di simile protezione, e in tutti i siti in cui i nostri approdi potrebbero venire inquietati si stabiliranno crociere. « Se la guerra è inevitabile, io porrò ogni mia cura nel restringerne il cerchio e limentarne la durata. Essa non s’imprenderà che per ottener la pace cui lo stato della Spagna rendesse impossibile. Che sia libero a Ferdinando VII di dare a’suoi popoli le istituzioni eh’essi non devono ricevere che da lui solo, e che coll’assicurare il lor riposo dissiperanno le giuste inquietudini della Francia, e da quell’istante cesseranno le ostilità: ne prendo solenne impegno dinanzi a voi, o signori. « Dovetti porre sotto i vostri occhi lo stato dei nostri affari all’esterno. Spettava a me il deliberare, e lo feci con maturità. Ho consultato la dignità della mia corona, l’onore c la sicurezza della Francia: noi siamo Francesi, o signori, c saremo maisempre in accordo per difendere tali interessi. » Questo discorso non lasciava verun dubbio sulle intenzioni del governo rapporto alla Spagna. Tuttavolta si videro moltissimi pari e deputati, nella discussione degli addrizzi in risposta a quello, cogliere con premura gli ultimi spiragli di speranza di pace e fare vivamente risaltar i pericoli della guerra. Parecchi contrastavano il diritto d’intervento. Altri, interpretando ambigue parole sfuggite al presidente del coniglio, credevano forzatamente indotta la Francia dalle potenze del Nord a portare le sue armi in Ispagna, e si rattristavano per cosi funesta dipendenza (V. il discorso di Duvergier de llauranne alla camera dei deputati, nella sessione 8 febbraro).