DEI RE D’INGHILTERRA 263 ili continuare un’accusa malgrado proroga 0 dissoluzione del parlamento, e il bill passò con tale modificazione e fu inviato ai pari. Si è veduto precedentemente die, nel 10 maggio, era stata prodotta a ciascuna dplle camere del parlamento una petizione dei cattolici d’Irlanda. In quella dei pari, avea lord Grenville rappresentato energicamente non più esistere i motivi che si opponevano altra volta ad accordare ai cattolici il godimento di tutti i diritti politici, e quindi propose di prendere in esame la domanda. I ministri, ed altri pari, combatterono la proposta, che, nel i3, fu rigettata da centosettantotto voti, contra quaratanove. Anche nella camera dei comuni la petizione destò vivi dibattimenti. » Dopo l’aggregazione dei due regni, disse Pitt, non iscorgo nell’annuire alla petizione veruno di quei pericoli che parecchi mostrano di temere. Non credo l’introdurre un dato numero di cattolici nel parlamento imperiale, produr possa verun effetto pericoloso alla prosperità dello stato, nò alla sicurezza della costituzione. Nel pronunciare però francamente questa mia opinione, non posso impedirmi d’essere persuaso che un cattolico, come qualunque altro uomo, procurerà di favorire gl’interessi della sua religione, se glie ne si presenti il destro. Ma ove si fossero applicate le cautele che avrei proposte nel caso che i miei voti potessero essere stati esauditi, credo fermamente non ci sarebbe stato verun pericolo, nè verun inconveniente a temersi. Circostanze, ch’io riguardo come sfortunate, mi permisero presentare tale misura all’epoca della riunione, momento ch’io riguardava siccome il più propizio. Non era allora necessario spiegare quali fossero quelle circostanze, come non lo è niente più oggidì, ma fino a tanto sussisterà il loro effetto io riguarderò come mio dovere, non solamente di non presentare, ma neppur concorrere a presentare, od agitare tale quesito importante: dir devo che in questo momento, la pubblica opinione gli è del tutto contraria; la prudenza non permette quindi occuparsi di tale argomento, e perciò io voto contra la proposta ai prendere in esame la domanda dei cattolici. » La proposta fu rigettata da trecentotrentasci voti contra centoventiquattro. Il 19 giugno, un messaggio del re informò il parlamento che, le comunicazioni seguite tra S. M. ed alcune potenze