DEI RE D’INGHILTERRA *29 se soddisfazione degl’insulti fatti alla sua corona ed al suo popolo, e garanzie contra novelle invasioni per parte della f rancia. Generalmente si riconobbe in Inghilterra che ove il ministero avesse eseguito il suo dovere, i motivi enunciati nel manifesto sarebbero bastati per autorizzare a dichiarare più presto la guerra. Si pensò pure che, se in luogo di lasciar scorgere mollezza e debiltà, avesse esso mostrato energia e vigore sino dai primi punti di lagno, si sarebbero potute prevenire le aggressioni della Francia con rimostranze fatte a tempo, e con ciò forse evitare la guerra. Nel 17, un ordine del consiglio ingiunse di mandar lettere di marco e rappresaglia contra i navigli, mercanzie e sudditi della repubblica francese; c con altro proclama fu posto embargo in tutti i porti dell’impero britannico su qualunque naviglio appartenente alla repubblica francese, 0 ba-tava, 0 paesi occupati dalle armate francesi. Il 23 maggio, essendo stato da lord Pelham proposto, nella camera dei pari, l’indirizzo d’uso in risposta al messaggio del re, vennero da alcuni membri esternati dubbii sulla giustizia o convenienza delia guerra, almeno senza tentar prima nuovi mezzi per effettuare una riconciliazione. Fu anche proposto di ommettere nell’indirizzo l’espressioni che accusavano positivamente la Francia di aver rotti i trattati, ma fu rigettata una tal ommissione da centoquarantadue voti contra dieci; e l’opinione generale si pronunciò altamente a favore dei sentimenti contenuti nel manifesto, e dell’idea che convenisse mantenere ad ogni cimento i diritti della nazione e resistere alle invasioni della Francia. Lo stesso seguì nella camera dei comuni, in cui fu da un membro chiosto che nell’ assicurare il re del concorso della camera per sostenere la guerra, si aggiungesse disapprovar essa formalmente la condotta dei ministri; ma ciò venne rigettato da trecentonovantotto voti e appoggiato soltanto da sessantaselte. Nel dibattimento, Pitt prese la parola, giustificando la necessità della guerra ed esortando i ministri a prepararsi senza indugio a prendere, per le finanze e la difesa della patria, misure così vigorose da poter convincere il nemico non valer esso a scemare il coraggio degli