DEI RE DI FRANGIA a7 to all’addrizzo della camera dei pari, esso molto insisteva sulla necessità di porre sotto la salvaguardia della morale e della religione l’osservanza dei trattati, l’esistenza dei diritti acquisiti c il riposo dell’Europa; e ricordava le parole di S. M. sulle dottrine perniciose predicate in nome e sotto la maschera della liberili. S. M. nella sua risposta testificò molta soddisfazione perchè le camere colle loro disposizioni annunciavano sentimenti conformi ai suoi. I ministri francesi aveano reso alla patria il più luminoso de’servigii, quello cioè di aver ottenuto l’intera liberazione del territorio. Il duca di Richelieu, direttore di quella importante negoziazione, godeva di tutta la considerazione dovuta al suo nobile carattere ed alle sue virtù; nonostante al momento in cui sembrava dover il ministero corre il premio de’suoi servigii, si sollevarono d’ogni parte contr’esso lagnanze, e si trovò in preda agli attacchi di tutti i partiti. Egli avea date leggi favorevoli agl’interessi nuovi; leggi che aveano prodotto risultamenti da spaventare tutti quelli che erano dedicati alla difesa degl’interessi monarchici. Il ministero concepì gli stessi timori, e risolse ritornar sui suoi passi, meditando particolarmente un attacco sulla legge delle elezioni. I quali progetti traspirarono e sparsero 1’ allarme nel campo dei liberali. Inoltre il ministero non avea la maggioranza nella camera dei pari, ed era a temersi il sistema attuale di elezione non terminasse col toglierla tutta intera alla camera dei deputati. Estremamente imbarazzante era la -sua situazione: avea commesso degli errori, era indispensabile lo espiarli colla propria caduta: esso non potea più governare. Il lato sinistro e il destro della camera elettorale egualmente allarmati dichiaravansi egualmente contra esso. Finalmente il re si decise rinnovarlo. Il 29 decembre comparve l’ordinanza regia che sostituiva al duca di Richelieu, ministro degli affari esteri e presidente del consiglio dei ministri, il generai Dessolle pari di Francia, a Pasquiei; ministro della giustizia de Serre, il conte de Cazes al ministro dell’interno Lainé, Portai al ministro della marina Mole, e il baron Louis al ministro delle finanze Roy, conservando il portafoglio della guerra al maresciallo marchese Gouvion-Saint-Cyr. In tal guisa rimaneva soppresso il ministero della polizia; e con altra ordinanza del giorno stesso i ministri