6 CRONOLOGIA STORICA tradotti dinanzi la corte d’ assise del dipartimento della Senna, e 1’ istruzione del loro processo durò lunghissimo tempo. In virtù del trattato dei Pirenei, di quello d’Aix-Ia-Cha-pelle del a maggio 1668, della dichiarazione della corte di Madrid 6 marzo 1669 e di altri atti susseguenti, ¡Francesi, e con essi altre nazioni, godevano nel regno delle Due Sicilie privilegii e franchigie che nuocevano alle finanze, al commercio ed alla navigazione di quello stato. S. M. Siciliana fece conoscere tale cattivo stato di cose a S. M. il re di Francia, esprimendogli il desiderio venissero tolte. Luigi XVIII, trovato giusto il reclamo, fece concludere a Parigi tra il duca di Richelieu ed il principe di Castelcicala, ambasciatore napoletano alla corte di Francia, un trattato con cui la M. S. Cristianissima acconsentiva all’ abolizione ia perpetuo dei privilegii di cui godeano i suoi sudditi nel regno delle Due Sicilie, e S. M. Siciliana obbligavasi non accordare in avvenire i detti privilegii a sudditi di verun’al-tra nazione, ed inoltre a non assoggettare i Francesi entro i suoi stati ad un sistema di visite doganali o perquisizioni più rigoroso di quello cui erano soggetti i suoi stessi sudditi} e finalmente in premio del generoso procedere del re di Francia, il re delle Due Sicilie accordava ai Francesi, contando dal giorno dell’abolizione generale dei privilegii, Ja minorazione di un dieci per cento sui diritti dovuti per le mercanzie eh’essi importassero nelle Due Sicilie. Tale trattato non fu pubblicato in Francia che quattro mesi dopo, cioè il 28 giugno. • Da due anni la Francia non possedeva che una larva d’armata. I ruoli contavano molti uffiziali, ma pochissimi soldati, e gli arrotamenti volontarii, benché incoraggiati da ingaggio, bastavano appena a coprir le file dei corpi scelti. La sicurezza, l’onore e la dignità della nazione richiedevano imperiosamente si togliesse tale stato di cose quanto più prontamente } e il governo preparò alla fine sul reclutamento dell’armata quella legge tanto favorevole agl’interessi popolari, e che per ciò appunto dovea così vivamente destare l’inquietudine e lo sdegno dei partigiani del sistema del 1815. JN'el presentarla che fece il ministro della guerra alla camera dei deputati, il 29 novembre 1817, osservò non esser