CRONOLOGIA STORICA tinio, di un comitato incaricato di esaminare i documenti che gli verrebbero presentati e di far poscia il suo rapporto alla camera sulla necessità della sospensione. Dopo vivissimo di-battimento, fu rigettato il divisaraeuto da centododici voti contra cinquantadue. Nel giorno 11, le due camere presero in esame le carte relative alle discussioni colla Spagna. Il ministero per giustificare la propria condotta, asserì che il trattato di Sant1 Ildefonso avea reso di fatto quella potenza parte principale nella guerra attuale, per essersi essa e la Francia impegnate a somministrarsi vicendevolmente soccorsi in vascelli ed uomini in caso di guerra, senza informarsi se ciò fosse giusto, o meno. E benché la Spagna avesse convertito in denaro quei soccorsi, ciò per altro non ne mutava la natura. La Gran Bretagna per altro, per un principio di moderazione, avea voluto chinder gli occhi su tale sostituzione, riserbandosi il diritto di far le sue rimostranze, ove la somma pagata eccedesse certi limiti ragionevoli; per esempio il soldo presumibile pel numero stipulato in uomini. Siccome non esisteva convenzione di neutralità tra la Gran Bretagna e la Spagna, tutto ciò che potea aspettarsi quest’ultima era una tolleranza condizionata; ora siccome essa avea fatto armamenti, di cui non dava soddisfacente spiegazione, siccome per giunta permetteva clandestinamente ai soldati e marinai francesi di traversare il suo territorio; siccome ricusava di far conoscere la natura dei suoi impegni colla Francia, così il governo britannico avea tenuto una direzione clic non si potea biasimare. La guerra sarebbe scoppiata, quando pure non si avesse dato ordine di arrestare le fregate spagnuole, giacché non si seppe la loro presa a Madrid, se non dopo la partenza del ministro inglese. Convennero i ministri dell’opposizione, che il trattato di Sant’Ildefonso portava un carattere ostile, ma pretendevano «he, avendo l’Inghilterra riconosciuta di fatto la neutralità della Spagna, questa non l’avesse violata direttamente, non avendo preparato verun armo ne’suoi porti. Il ministero inglese nelle sue negoziazioni colla corte di Madrid avea frequentemente mutato ciò che ne costituiva la sostanza, e variate le sue domande. Esso pretendeva a torto che la preda fatta delle fregate fosse una misura di precauzione; era in vece un atto di violenza, d’ingiustizia c di mala fede. Quindi