DEI RE D’INGHILTERRA 209 Galles non che delle diverse somme votate dal parlamento pel pagamento dei debiti del principe. Rispose il cancelliere dello scacchiere ch’egli non riguardava le asserzioni relative al diritto del principe come interamente esatte e che la camera non avea il potere di decidere in tale rapporto: quanto all’altro punto, ch’era il bilancio dei conti tra il principe ed il pubblico, egli era di opinione che le somme dispendiate per la educazione del principe si avessero dovuto levare sulle rendite del ducato e non sui fondi della lista civile; aggiungeva di non aver per altro intenzione di dare un’opinione decisa su tale proposito; e domandare l’ordine del giorno. Sostenne Fox l’idea che il principe di Galles, in qualità di erede presuntivo della corona, dovesse essere mantenuto ed allevato a spese del re e dovesse render il ministro esatto e particolareggiato conto delle rendite del ducato di Cornovaglia, come avea fatto per 3uelle del vescovato di Osnabrück allorché il duca di Yorck ivenne maggiorenne. Dopo lunga discussione tra i giure-consulti della corona e i membri della camera che erano del partito del principe, fu adottato l’ordine del giorno per centosessanta voti contra centotre. L’indugio che provava la conclusione del trattato di pace, fece differire al cancelliere dello scacchiere la presentazione del preventivo, ed egli non ne fece lettura che il 5 aprile. Era esso il più considerevole tra tutti i già proposti alla camera dei comuni. Indipendentemente da un prestito di venticinque milioni di lire, necessario per far fronte alle spese dell’anno che valutavansi a cinquantasei milioni no-veccntoquattromila ottocentoventotto lire, fu dal ministro annunciato il suo progetto di capitalizzare una somma di no-vantotto milioni che non era stata pagata: stabilironsi nuove imposte per pagar gl’interessi di detta somma che ascendevano a tre milioni duecentoundicimila duecentodue lire. D’altronde l’imposta sulla rendita venne soppressa, e si riconobbe ammontare il debito pubblico a cinquecento milioni di lire. Dopo lunghe discussioni erasi segnato ad Amiens il 25 marzo il trattato definitivo di pace tra la Gran Bretagna da una parte, e dall’altra la repubblica francese ed il re di Spagna. Le condizioni erano le stesse di quelle del trattato pre-P.c IIL* T.° VI.* 14