372 CRONOLOGIA STORICA governo. Fu perciò che venne dal congresso adottato un atto che autorizzava il presidente ad allontanare dal territorio della repubblica, qualunque ministro straniero che mancasse ai dovuti riguardi e convenienze. Tosto dopo Jackson fu richiamato in Inghilterra, sovra domanda del residente americano in Londra; ma al tempo stesso il ministro degli affari esteri, dichiarò non avere il re trovato nella condotta di Jackson veruna intenzione di offendere il governo presso cui era stato accreditato. j8io. Nel 23 gennaro, si aperse la tornata del parlamento a mezzo di commissarii. Esprimeva il re il proprio rammarico che fossero tornati senza effetto i tentativi del -l’imperator d’Austria, per resistere all’ambizione ed alla violenza della Francia, e che lo sfortunato esito di quella guerra avesse indotta una pace tanto per lui svantaggiosa. Benché fossero state intraprese le ostilità senza verun incoraggiamento per parte del re, egli avea per altro per soccorrere l’Austria fatto quanto gii permettevano l’appoggio dato altronde a’suoi alleati, non che la prosperità e l’interesse dei suoi stati; ed esser stato questo uno dei motivi che determinò la spedizione dell’Escaut; benché lo scopo principale avuto in mira non fosse stato raggiunto, pure sperare il re ne avessero a risultare per la continuazione della guerra, vantaggi esenziali della demolizione degli arsenali, dei bacini di costruzione e dei baloardi di Flessinga. Non avea cessato il re di manifestare alla Svezia il suo sincero desiderio di vederla, nella quistione della pace o della guer.ra colla Francia e colle altre potenze del continente, guidarsi colle norme risultanti dalla sua posizione particolare e da’suoi interessi; e in tal guisa il re nell’atto di deplorare, che quella nazione fosse stata costretta a comperare la pace con sagrifìzii considerevoli, non poter lagnarsi perchè fosse stata conclusa senza farne partecipazione alla Gran Bretagna, e desiderare il re ardentemente nulla fosse per accadere che potesse causare un’interruzione alle cosi importanti relazioni di amicizia tra i due stati. Gli sforzi del re per proteggere il Portogallo essere stati possentemente secondati dalia confidenza riposta dal principe reggente nella Gran Bretagna, e dalla eopperazione del governo di Lisbona, non che dalla nazione portoghese. L’espulsione dei Francesi da quel paese, e la