DEI RE I)’INGHILTERRA 33g rispettabile tutte le sue forze di terra c quella parte della sua armata navale che fosse necessaria, specialmente la sua flottiglia, per opporre la più eificace resistenza ai nemici comuni; si convenne di non concludere nè pace nè tregua, nè convenzione di neutralità col nemico se non di concerto, e si stipulò pure che si combinerebbero, subito che fosse possibile, le misure da prendersi e le truppe ausiliarie da stabilirsi, nel caso in cui effettivamente scoppiasse la guerra tra la Svezia e le potenze limitrofe. 11 re di Svezia, che meditava un tentativo contra Copenaghen, chiese tosto alla Gran Bretagna un corpo di 10,000 uomini colla artiglieria necessaria a formare un assedio. Il ministero britannico avea acconsentito a fornire quel corpo, a condizione potesse il re della Gran Bretagna richiamarlo quando giudicasse opportuno; che quel corpo formasse un oste particolare e comandata dai suoi propri uffìziali; fosse incaricato di un oggetto determinato, e segnatamente della difesa di Gotemburgo; finalmente non si discostasse dalle spiaggie, ma rimanesse a portata della flotta inglese. Tali condizioni vennero sottoscritte dal ministro svedese a Londra il 16 maggio; e vennero, dal ministro britannico a Sto-ckolm, inserite in una nota rimessa il 13 di quel mese: immediatamente dopo giunsero a Gotemburgo le truppe inglesi, ma non si permise loro scendere a terra. Nel 17 maggio, propose il re di Svezia alcune restrizioni alle condizioni sopra espresse; riserbandosi inoltre il comando in capo delle milizie inglesi. Quanto chiese il re di Svezia, tutto gli fu accordato; decise per altro la corte di Londra non venissero le truppe britanniche impiegate in veruna spedizione in Zelanda. In questo mezzo le truppe inglesi, continuavano a rimanere a bordo dei loro legni. Successivamente Gustavo Adolfo propose al generai Moore due piani, che questi giudicò impraticabili per essere di troppo inoltrata la stagione; cioè una spedizione in Finlandia, e poscia una in Norvegia. Moore, recatosi a Stockolm, dichiarò al re, nel giorno 22 giugno, clic se non dava sull’istante ordine di ricevere a terra le truppe britanniche, le avrebbe ricondotte in Inghilterra, e l’inviato britannico accertò essere la condotta del generale conforme agli ordini del suo governo. Moore per altro sollecitato dal