DEI RE D’INGHILTERRA po convenevole la risposta alle sue proposizioni, e terminava col dichiarare la Porta responsabile di quanto i negoziatiti inglesi lasciavano a Costantinopoli. Il 4 febbraro, la Porta diresse ai ministri esteri che erano a Costantinopoli, una circolare, lagnandosi della partenza di Arbuthnot, e nello stesso tempo dichiarando di non avergli data risposta negativa alla domanda di un passaporto, che proteggerebbe tutte le famiglie e sudditi inglesi rimasti nel paese. Era stata rinforzata la squadra del contrammiraglio Louis, stazionata davanti Tenedo, colla divisione di Cadice man* data a mezzo febbraro, sotto gli ordini del vice ammiraglio Duckworth, che prese il comando della flotta, consistente in nove vascelli di linea, due dei quali a tre ponti, in parecchie fregate, piccoli legni da guerra, e bombarde. Aspettata inutilmente dal ministro inglese favorevole risposta del divano, si presentò sir Tommaso Duckworth, il 19 febbraro, dinanzi i castelli dei Dardanelli; i suoi legni favoriti dal vento passarono con facilità tra i due forti esteriori i quali non fecero fuoco. Una squadra turcar forte di un vascello di sessanta-quattro, di quattro fregate e parecchie corvette, stava all’ancora all’indentro dei castelli esterni. Sir Sidney Smith mosse con tre vascelli per farle fuoco addosso, alla menoma opposizione che incontrasse la flotta inglese. Avendo i castelli interni fatto orribil fuoco, vi risposero gl’inglesi, e sir Sidney Smith esegui gli ordini ricevuti; sbarcato un distaccamento di soldati marini, s’inchiodarono da esso i cannoni di un’ultima batteria, davanti la quale facea ancor duopo passare. Nel 20, la flotta inglese ancorò alle isole del Principe, otto miglia da Costantinopoli. Arbuthnot inviò tosto un parlamentario con lettera diretta al divano: ricapitolava m essa tutti gli sforzi da lui fatti per la continuazione della pace, e finiva chiedendo per la susseguente sera risposta soddisfacente, mentre in caso contrario le ostilità comincierebbero. I.’ammiraglio scrisse al reis-effendi lettera di simile tenore, I dispacci furono ricevuti senza però permettere di sbarcare all’ufliziale portatore. Venne a bordo della (lotta il Kiajabey per ascoltar le proposte. Chiedevasi si consegnassero agli Inglesi i castelli dei Dardanelli; si dessero loro i vascelli di guerra esistenti nell’arsenale coi loro attrezzi e munizioni, IV III." T.° VI." ai